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Sullo sgombero del Telos!

[We talk about…]

Ieri, all’alba, dopo cinque anni dall’inizio dell’occupazione, è stato sgomberato il Telos di Saronno. Non abbiamo intenzione di scrivere il solito amarcord, né la solita invettiva militante, anche perché il nostro rapporto con il Telos non ha mai avuto nulla di retorico o ideologico. C’è da sempre stata soltanto grande affinità e tanto banale affetto. Non ci ricordiamo quante volte ci abbiamo suonato, registrato dischi e quante volte abbiamo condiviso momenti con le ragazze e i ragazzi che hanno animato quel posto, ma sicuramente abbiamo ricordi bellissimi per ognuna di quelle volte. E soprattutto non vogliamo scrivere un necrologio, perché sappiamo che la storia non finisce qui.
Il nostro incontro con i telosini è avvenuto qualche mese prima l’occupazione di Via Milano, quando fu squattata una vecchia area industriale in via Concordia, sempre a Saronno. Era il settembre del 2008: per festeggiare e tenere alto il morale dopo un paio di settimane di occupazione, in fretta e furia fu organizzato un concerto nello sterminato capannone. Sembrava di suonare in un hangar, il suono tornava indietro stonato e distorto, non si capiva un cazzo di niente, ma noi eravamo contentissimi! 

 

Il posto fu sgomberato di lì a poco e sempre di lì a poco (marzo 2009) fu preso lo stabile di via Milano che tutti/e conoscete. All’inizio i concerti si svolgevano nella saletta del primo piano: bastavano cinquanta persone per creare un vero e sublime caos. Poi, nel 2011 fu aperto il piano terra e allora lì lo spazio sembrò di coplo sterminato. Tanto che il suono si disperdeva creando nuovamente l’effetto hangar…

In occasione della festa di Halloween di quell’anno, un manipolo di punk col trabattello (Kalashnikov + Kontatto) si preoccupò di realizzare una (non così tanto) encomiabile opera di insonorizzazione della sala utilizzando cartoni recuperati nella spazzatura…

  

E basta, il resto è storia… 

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E la storia non si ferma. Va avanti e segue direzioni imperscrutabili. Certo, per ora, è che i ragazzi e le ragazze del Telos, con le loro uniche forze, andando contro tutto e tutti, animati dal semplice e umano sentimento di autodeterminazione, hanno costruito in questi anni qualcosa che i politici, i funzionari e gli amministratori saronnesi (e di ogni altro luogo) si devono accontentare di sognare; vedendola in una certa prospettiva, un successo clamoroso. Che ridere e che piangere vedere poi tutti prendersi la paternità e i meriti di questo sgombero epocale che “finalmente ha riportato la legalità a Saronno”. Fossimo in loro non saremmo così contenti perché l’eccezionale portata elettorale dell’affaire Telos ora è svanita e saranno costretti ad inventarsi qualcos’altro per mendicare consenso. E la fantasia non è certo dalla loro parte.
Al posto del Telos che cosa verrà quindi dato alla popolazione saronnese? L’ipotesi più accreditata allo stato attuale è… una strada. Sì, una strada tra Via Varese e Via Milano dicono i proprietari dello stabile, e se capita  pure “un’area commerciale artigianale con esposizione” (?). Però è tutto da vedere, perché il Comune deve concedere un bel po’ di spazio gratis e alla fine si litigherà per mesi, forse anni, tra promesse e inciuci, così nemmeno la strada si farà. Ah! C’è stato tempo fa un tale che ha proposto di costruire al posto del Telos un parco giochi per bambini ispirato a Peppa Pig. Sfortunatamente questo tizio non è un cartone animato come Peppa Pig, ma l’aspirante sindaco di Saronno in carne ed ossa. (Parentesi. Chiedetevi: che appeal può avere nel 2014 un parco giochi ispirato agli Snorky o ai Barbapapà? Lo stesso che potrà avere nel 2040 un parco giochi ispirato a Peppa Pig, che per i bambini dell’epoca sarà presumibilmente un’entità anonima e misteriosa. Non è un dettaglio banale: è sintomatico della clamorosa mancanza di lungimiranza di certe persone che hanno ambizioni politiche e che si renderanno responsabili di sprechi, infelicità, degrado ambientale e disastri sociali).  

Insomma: spazzati via i ragazzi e le ragazze, giovani e meno giovani, che si agitavano in un coacervo di passione, vita, solidarietà, arte e cultura, chi irrompre sulla scena? Gli ideologi dello spazio spazzatura, gli utopisti delle strade sgombre, gli inventori dei Comi-point, i profeti dei centri commerciali con l’aria condizionata; dove sicuramente si terranno happening d’arte, concerti di musica d’avanguardia, letture di filosofia, dibattitti su temi d’attaulità, cene popolari, proiezioni di film d’autore, reading di poesia, registrazioni di dischi, workshop di autoproduzione, occasioni di reale integrazione e socialità…  tutte cose, come tante altre, che al Telos c’erano.
Va riconosciuto però che tra i nuovi protagonisti sulla scena c’è anche chi mantiene uno sguardo sobrio sulla realtà: il Telos era quello che era, ma rappresentava anche la risposta ad una reale esigenza di “aggregazione giovanile”; quindi “per i giovani si mettano in atto politiche adeguate, si trovino spazi per i ragazzi affinché possano incontrarsi ed esprimere la loro creatività, ma nella legalità, nel rispetto delle regole“. 

Il problema è: chi li vuole i vostri centri di aggregazione giovanile? Nessuno. Perché sono dei posti tristi. Perchè sono vostri, c’è il vostro odore dentro. Quell’odore di opportunismo, di piaggeria, di mani sfregate. Lo sentite? Per questo ci sarà sempre qualcuno che occuperà un telos qualsiasi, perché voi evanescenze grige, voi riflessi nei vetri, voi nomi in calce, voi file jpeg sgranati stampati sui muri delle città in stagione elettorale, non siete in grado di capire che cosa cova nell’animo di chi ha una passione bruciante senza nome, tutta rivolta in avanti, negli spazi sterminati e selvaggi del futuro. C’è chi ha altre ambizioni, altre aspettative. C’è chi non si accontenta degli avanzi freddi e masticati del banchetto, leccati da terra, tra i vostri rutti e le vostre scorregge, ma vuole gioire di cibi squisiti, succosi, esotici, inusitati, afrfodisiaci su spiagge siderali solcate da tramonti di fuoco. 
I saronnesi sono così ingenui da convincersi che senza il Telos tutti i problemi della città possano svanire come al risveglio da un brutto sogno e mettere la croce sul vostro nome? Può darsi, ma l’inganno è da sempre la pietra tombale dei politici.
Lunga vita quindi a chi se la può permettere: LUNGA VITA AL TELOS!

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