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PUNK IN SIBERIA!

[Free music for punx]
[Puj] [Chi segue questo blog sa che adoriamo i vecchi gruppi punk siberiani degli anni ’80! A rendere straordinaria questa manciata di musicisti sconosciuti non è soltanto la loro strana collocazione geografica (le gelide periferie dell’impero sovietico), ma anche il fatto che sono stati in grado di tracciare una “via siberiana” al punk, un vero e proprio sottogenere con regole stilistiche proprie.


Sull’ultimo numero della fanzine Charge del nostro amico Marky (Ebola) – ch
e potete sfogliare qui – è stato pubblicato un mio articolo sul punk siberiano che trovate qui sotto (con qualche taglio e integrazione); subito dopo, una discografia scelta dei principali gruppi punk siberiani dell’epoca della Guerra Fredda. Imperdibile?].
“Omsk, Novosibirsk, Tyumen, Ekaterinburg… vi dicono niente? A meno che non lavoriate per qualche azienda petrolchimica, penso proprio non abbiate idea di dove si tro
vino queste città. Sono centri urbani, che arrivano anche al milione e mezzo di abitanti, piazzati nel bel mezzo della più inospitale delle terre emerse: la Siberia. Per la verità si trovano nella fascia meridionale del territorio russo genericamente chiamato Siberia, dove il clima è un po’ più mite rispetto al nord. Ciò significa che la temperatura media durante l’anno è 0 gradi, e non -20. Quand’eravamo piccoli, ci dicevano: “Ti spedisco in Siberia!”. Era una minaccia, legata al fatto che in Siberia c’erano i Gulag, cioè i campi di lavoro di Stalin e i sovietici ci mandavano (per davvero) i dissidenti politici. Detto questo, mi ha decisamente sorpreso scoprire che durante gli anni ’80, tra Omsk, Novosibirsk e le altre città sopra citate si è sviluppata una incredibile, entusiasmante quanto originale scena punk, del tutto sconosciuta a noi occidentali.La storia della diffusione del punk in Unione Sovietica, ai tempi cioè del regime comunista, è davvero avventurosa. Non mi dilungherò, ma basti dire che la propaganda di regime bollò immediatamente il punk come moda abietta, segno inequivocabile della decadenza culturale dell’occidente capitalista. Per la stampa sovietica, i punk erano fascisti, violenti e reazionari. D’altronde, la svastica che Johnny Rotten sfoggiava al braccio -dicevano i sagaci commentatori sovietici- parlava da sè. D’altronde, l’ironia non è una caratteristica del popolo russo: nessun russo, giovane, anziano conservatore o progressista, poteva prendere la svastica come una provocazione dadà. Era roba nazista, punto e basta. Tra l’altro, il clima all’inizio degli anni ‘80 non era dei migliori per una gioioso fiorire delle avanguardie artistiche e musicali: a causa dell’eccessiva diffusione del rock in URSS e dell’influenza funesta che esercitava sulle masse giovanili, nel 1983 fu avviata in tutto il paese una poderosa campagna anti-rock che portò alla messa al bando di molte rock band russe (che non erano formate certo da percolosi terroristi…) e alla chiusura dei rock-club, gli unici locali dove si potevano tenere gli “spettacoli” rock legali.Mosca e Leningrado (oggi San Pietroburgo) sono le città più vicine all’europa, oltre che i centri culturali del paese e le città più popolose dell’Unione Sovietica. Per questo il controllo e la repressione delle autorità nei confronti delle band clandestine fu più aspra in queste due grosse città. Un’aria più rarefatta si respirava nella sterminata provincia orientale, ovvero in Siberia, dove fiorì la vera e propria scena punk d.i.y. (quindi clandestina) della russia sovietica.

Alcune caratteristiche del sibi-punk? Innanzitutto, un inconfondibile suono di chitarra ultra-fuzz, con un feedback pauroso dovuto al fatto che la maggior parte degli amplificatori e degli effetti usati da queste band erano autoprodotti con pezzi di vecchi ampli dismessi e costruiti artigianalmente. Stesso discorso vale per la qualità delle registrazioni: essendo stati registrati in segreto e in situazioni di fortuna, gli album delle band sibi-punk non suonano esattamente come vorrebbero le vostre orecchie. Inoltre, il cantato è sempre ad un volume molto più alto del resto per permettere di comprendere bene i testi. In effetti i testi avevano un ruolo fondamentale. Erano le invettive anti-governative a determinare il successo di queste band.
Altra caratteristica è la prolificità dei gruppi: basti pensare che, solo nel 1989, i Grazhdanskaya Oborona (la più nota punk band siberiana) pubblicarono ben dieci album! Naturalmente per album intendo cassette e, naturalmente, duplicate in casa. Fino ai primi anni ’90 nessun disco di sibi-punk fu stampato ufficialmente: le cassette circolavano come “magnizdat” (nastri abusivi), spess
o copie di copie di copie, senza copertina né tracklist. Non si deve tuttavia pensare che fossero ad appannaggio di pochi appassionati: i Grazdhanskaya Oborona erano vere e proprie celebrità in tutta la Russia e ai loro concerti accorrevano migliaia di persone! Il carattere clandestino della circolazione dei dischi, la difficoltà nel suonare dal vivo, l’assenza totale di supporti pubblicitari, di stampa specializzata e di passaggi radiofonici, imponeva alle band di produrre montagne di materiale registrato, unica testimonianza della propria esistenza e unico modo di comunicare con il proprio pubblico.
Il periodo d’oro del sibi-punk durò d
alla metà degli anni ‘80 ai primi anni ‘90 e coincise con il suo periodo di clandestinità. Dopo il crollo del regime comunista, molti personaggi coinvolti nella scena punk siberiana (almeno quelli che sopravvissero) presero strade disparate, alcune piuttosto discutibili dal punto di vista politico, ma il mondo intorno era cambiato dal giorno alla notte e molto di quello che rendeva uniche ed eroiche queste band era venuto meno…” [Nelle foto: Grazhdanskaya Oborona].

[Siberian punx 1] 
Grazhdanskaya Oborona (anarcopunk, Omsk) – Всё идёт по плану (1988)
[Puj] La band sicuramente più influente e conosciuta del sibi-punk furono i Grazhdanskaya Oborona (Protezione Civile) capitanati da Egor Letov, che fu il personaggio chiave della scena punk siberiana, considerato un vero e proprio eroe per tutti i giovani dissidenti della russia sovietica. Il nome di Letov e dei Grob (abbreviazione di Grazhdanskaya Oborona, ma anche “bara” in russo) lo si trovava scarabocchiato ovunque nelle città russe di quegli anni. Letov (chiatarra/voce) formò i Grob a Omsk nel 1984, con l’aiuto dell’amico Konstantin Ryabinov (basso). Le autorità locali divennero subito fans della band e dimostrarono il proprio apprezzamento spedendo Letov in manicomio e Ryabinov nell’esercito. Nel 1986 Letov, uscito dal manicomio (nel quale fu sottoposto ad una “cura“ a base di psicofarmaci che gli causò danni alla vista), si dedicò anima e corpo alla band: incise decine di cassette e iniziò a girare il paese suonando in concerti organizzati clandestinamente. La musica dei Grob è definita anche “punk esistenzialista” a causa del pessimismo disperato che emerge dai testi. Musicalmente, i Grob possono essere descritti come un incrocio incredibile tra i Sex Pistols e la musica tradizionale russa. Abbiamo già parlato più volte di Egor Letov e della sua band, per la precisione qui e qui. Dopo i già postati Armageddon Pops (1989) e Optimizm (1986), ecco a voi Всё идёт по плану (Tutto va secondo i piani), album del 1988. In quel periodo Letov, braccato dal KGB, vagabondava per la Russia con la cantautrice nichilista Yanka Dyagileva (che morirà suicida nel 1991). All’inizio del 1988 Letov tornò in gran segreto a Omsk per incidere tre album in tre giorni, tra cui “Tutto va secondo i piani”. In un giorno registrò la batteria, il successivo il basso e la chitarra, quello dopo voce e assoli (contemporaneamente!). Poi se la diede a gambe per far perdere le proprie tracce. Il risultato: il solito capolavoro, sbilenco e (per forza di cose) frettoloso, di cantautorato anarcopunk.

>>> Download Grazhdanskaya Oborona – Всё идёт по плану album (1988) in .mp3 via GROB site!

[I Гражданская Оборона live nel 1988]

[Siberian punx 2]

PUTTI (Dada-punk, Novosibirsk) – Резиновый баобабс (1985)
[Puj] Si dice che il primo gruppo punk siberiano ad esibirsi siano stati i Putti. In effetti il loro esordio risale al 1985, ad un festival rock ufficiale. Per l’occasione il gruppo si presentò malamente truccato da Kiss, come testimonia la foto qui a fianco. Che i Putti fossero un gruppo assurdo pare chiaro dalla foto in questione, come assurdo (e geniale) é l’album in cassetta pubblicato clandestinamente nel 1985, intitolato Резиновый баобабс (“Gomma di Baobab”… !?).
Un disco registrato con un mangiacassette, pieno di errori, rumori di fondo, tagli sbagliati e di risate beffarde del cantante Aleksandr Chirkin, che oggi, pluritatuato e cinquantenne, é ancora in attività sotto lo pseudonimo Putti.
Se gli album dei Putti dagli anni ’90 in avanti saranno caratterizzati da uno stile metal-punk, sulla scia degli Exploited (e quindi abbastanza noioso e prevedibile), Резиновый баобабс vanta invece un sound favoloso ed é una baracconata rockabilly con il solito pesante flavour di balera sovietica tipico delle rock band russe.


>>> Download PUTTI – Резиновый баобабс tape in .mp3 (.rar – 48,5 mb.)

[Siberian punx 3]

Promyshlennaya Arkhitektura (post-punk, Novosibirsk) – Любовь и Технология (LP 1988)
[Puj] Nato a Novosibirsk nel 1964, Dmitriy Alekseevich Selivanov è sicuramente il personaggio più misterioso ed incompreso della scena underground siberiana. Nelle pochissime foto d’epoca che lo ritraggono appare vestito in modo dozzinale e indossa sempre occhiali scuri fuori moda.
Inizia a suonare nella metà degli anni ’80 come chitarrista di una band folk-rock chimata Kalinov Most (che poi sarebbe diventata un
a delle più celebri e durature rock-band russe, ancora oggi in attività) che lascia quasi subito per dedicarsi al punk, prima con i Putti di Aleksandr Chirkin e poi con i Grazdanskaya Oborona di Egor Letov.
Nel 1988 dà vita ad un suo personale progetto, i
Promyshlennaya Arkhitektura (Architettura Industriale), nel quale suona la chitarra, compone e si occupa delle parti vocali. L’esordio discografico si intitola Любовь и Технология (Amore e Tecnologia) e viene registrato nel 1988: si tratta di un indiscusso capolavoro di post-punk siberiano. Grandi titoli come Orgasmo industriale, Ospedale per bambini, Non c’é dio, Determinismo e Truppe di frontiera. L’interpretazione vocale di Dmitry é sofferente e beffarda allo stesso tempo, nel solco della grande tradizione sibi-punk, i testi sono freddi e lineari come il taglio di un bisturi. Un anno dopo aver registrato il disco, il ventidue aprile del 1989, Dmitry si suicida impiccandosi con una sciarpa ad un tubo delle condutture dell’acqua. Le sue ultime parole sono state: “vado in fondo al corridoio a fare una cosa…“.
L’album deg
li Architettura Industriale é rimasto inedito fino al 2001, quando fu riscoperto e pubblicato da una casa discografica underground russa.

>>> Download Промышленная архетектура Любовь и Технология album in .mp3 (.rar – 82 mb.)
 


[Siberian punx 4]
Instruktciya Po Vyzhivaniy (punk rock, Tyumen) Конфронтация в Москве (1986)
[Puj] Da Tyumen provenivano gli Instruktciya Po Vyzhivaniy (Istruzioni per la Sopravvivenza) di Roman Noumev. Il gruppo nacque nel 1985 con il supporto del locale Komsomol (l’associazione giovanile di regime). Naturalmente, quando i funzionari del Komsomol si degnarono di ascoltarne la musica, gli Instruktciya furono decretati fuorilegge e i componenti della band furono spediti nell’esercito.
I nostri sono più allegri dei classici gruppi punk siberiani, suonano come una specie di Buzzcocks sovietici con la drum machine. La loro discogr
afia é vastissima, ma due soli sono gli album genuinamente punk, ovvero il primo “Ночной Бит” e il secondo “Конфронтация в Москве”; quest’ultimo lo trovate scaricabile da qua sotto: notevoli pezzi di punk-rock nichilista come Pugnlato alla schiena, Siamo tutti alla fine e Sindrome afgana (sulla gurra russo-afgana, il viet-nam sovietico…).
Succesivamente il gruppo si configurò sempre più come progetto solista di Noumev: i numerosissimi album degli anni ’90 e ’00, pur pubblicati a nome
Instruktciya Po Vyzhivaniy, sono in realtà noiosi dischi d’ambizione cantautorale per chitarra e voce. Nell’88, Noumev sbrocca e prende a professare gli ideali della Chiesa Ortodossa, manifestando inclinazioni monarchice e patriottiche. Brrrr! Come tanti personaggi del punk e del rock sovietico anche Roman Noumev, dopo il crollo dell’Urss, é entrato in movimenti a sfondo religioso e nazionalistico, risultando indigesto ai più. Gli sconvolgimenti politici e sociali della russia post-sovietica evidentemente hanno dato alla testa a molti. O forse, noi occidentali non possiamo capire fino in fondo queste assurde scelte ideologiche…

>>> Download Instrukciya Po Vyjivaniyu – Конфронтация в Москве tape in .mp3 (.rar – 32,5 mb.)

1 Comment on PUNK IN SIBERIA!

  1. Anonimo
    Replied on 11/04/2014 at 09:50

    Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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