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K* LYRICS / Testi, words, слова

L'algebra morente dle cielo
La città dell'ultima paura
Vampirizzati oggi!

L'algebra morente del cielo

(2015)

1.La vendetta degli steli recisi

Lo vedi il mio cuore? È una finestra in pezzi che dà sulla strada, dove sfilano ignari le vittime con i carnefici. Lo vedi il mio cuore? Lo vedi è appoggiato sul bordo di questa finestra coperto di smog... ma se stringendo l'inquadratura sulle mie labbra vedrai scandire la vendetta e la speranza forse allora tu capirai...capirai che...
La bellezza che manca a questo tremolo splendore di vetri rotti ed illusioni io la cercherò nei ritmi dei cuori disperati, nelle ossa del torace dove le parole più importanti restano impigliate...nelle tue carni lacerate!
Dei della peste mettetemi una mano sulla spalla per guidare i passi delle mie danze di guerra! Dei della peste guidate le parole del mio canto, la lama di voce che stringo tra i denti...
Ma se stringendo l'inquadratura sulle mie guance vedrai il segno lasciato da una lacrima nera forse allora tu capirai...capirai che...
La bellezza che manca a questo mondo di violenza, di vetri rotti ed illusioni, io la cercherò nei ritmi dei cuori disperati, nelle ossa del torace, dove le parole più importanti restano impigliate, nelle tue carni lacerate!
La bellezza che manca a questo mondo di violenza di vetri rotti ed illusioni io la cercherò tra le note di una musica sbagliata, tra le corde lacerate alle quali le nostre vite restano aggrappate! ...nei tuoi occhi disperati!

2. La dissolvenza degli orizzonti tecnologici 

Ho scoperto tra il fango dei miei ricordi il mio volto com'era prima delle vostre chirurgie digitali. E così ho scongiurato il piano dei profeti della plastica per assassinare il mio futuro e farla franca sotterrando nelle trame di un paesaggio tecnologico ogni residuo di immaginazione.
Scavalcherò le scenografie scagliando avanti la mia consapevolezza, scavalcherò le scenografie punto dritta al cuore delle cose!
Limiti volontariamente le possibilità dell'esistente con sorrisi splendenti. Soffochi intenzionalmente ogni irrequietezza della mente con farmaci e cosmetici correttivi...
Scavalcherò le scenografie scagliando avanti la mia consapevolezza, scavalcherò le scenografie punto dritta al cuore delle cose, scavalcherò le scenografie, tolgo il loop alle sinapsi e smetto l'abito di pixel.
Sarà forse l'ultima volta che i nostri sguardi si allineeranno? Non voglio che i vostri circuiti né le vostre sale operatorie scolpiscano la forma del mio cuore!
Scavalcherò le scenografie scagliando avanti la mia consapevolezza! Scavalcherò le scenografie punto dritta al cuore delle cose!

3. L'algebra morente del cielo

L'ombra che vedi lassù? È un pezzo di cielo che manca, sbranato dai cani che fanno la guardia alle nostre paure socchiuse. Ma lungo i muri di questa realtà c'è una presa di corrente alla quale collegare le pozzanghere alle stelle, e mandare in cortocircuito il destino...
No! Non mi guardare così perché nemmeno tu la conosci la soluzione di questa equazione, l'algebra di un cielo che... No! Non mi guardare così perché nemmeno tu la conosci la soluzione di questa equazione, l'algebra di un cielo che muore.

4. Chi sta in alto dice: questa è pace e questa è guerra

Non sono di essenza diversa la loro pace e la loro guerra, sono come il vento e la tempesta. La guerra cresce dalla loro pace come un figlio da una madre che specchia il suo volto in un lago di sangue.
La loro guerra uccide ciò che la pace ha risparmiato, la loro pace è una guerra che prepara il campo al massacro. Chi sta in alto dice questa è pace, questa è guerra, ma non è poi tanto diversa la loro pace dalla loro guerra. 

5. Il plotone non si è accorto del soldato caduto

Piccolo stupido insetto bruciato sulla candela, bruciando hai fritto presto e il fumo è stato tenue... una scintilla si è spenta nella pozzanghera lì accanto...
Ma il plotone non si è accorto del soldato caduto
Il morto non può parlare e il malato respira a stento, chi ha visto non era cieco, chi dorme non si è svegliato, morto da eroe sul campo direbbe il telegramma...
Ma il plotone non si è accorto del soldato caduto
Nessuno era più caro, nessuno era più bello, più di tutti lui ha sofferto, più degli altri era felice, ma in questa storia non c'è un inizio e non c'è una fine...
Perchè il plotone non si è accorto del soldato caduto 

6. Cavalieri nella tempesta elettro-magnetica

Siamo saliti sulle moto dichiarando guerra alla nostra disperazione, uno dopo l'altro come sassi trascinati dalla furia di un torrente, senza fine è la strada, senza fine è la tempesta. Prima di allora vivevamo intrappolati nelle case dallo onde medie del radio-terrore di Stato. Ho smesso di ascoltare quando il rombo del motore mi è esploso come un tuono in mezzo al cuore.
Ed ora i miei stivali sono come ricordi tenuti insieme con il filo di sutura, il motore è un organo che vibra. E non importa se nessuno piangerà le nostre disfatte, i nostri caduti! Abbiamo mille padri e tante madri quante miglia percorriamo lungo il dorso della notte più nera!
No! Il freno non tirerò! Non importa se le radiazioni mi fanno sanguinare le gengive, il sole a picco fa bollire il sangue nelle vene e il vento dell'alba ci farà tremare!
Riesci a sentire quel boato, quel tuono che risuona in mezzo al cuore?
Ed ora i miei stivali sono come ricordi tenuti insieme con il filo di sutura, il motore è un organo che vibra. E non importa se nessuno piangerà le nostre disfatte, i nostri caduti! Abbiamo mille padri e tante madri quante miglia percorriamo lungo il dorso della notte più nera!

7. Nessuna cattiva notizia esce dalle radio rotte

Nessuna cattiva notizia esce dalle radio rotte per noi lo zar è morto e nessuno l'ha sepolto, per quanto ne sappiamo siamo gli unici sopravvissuti di una guerra silenziosa, combattuta da soldati innamorati
lungo la spina dorsale di una terra senza nome, di questa terra congelata, di questa terra fredda e scura... sotto la quale abbiamo seppellito il nostro cuore sanguinante... cosicché le guardie non lo possano trovare quando frugheranno in mezzo al nostro petto crivellato dalle raffiche dei mitra!
Tu che mi guardi negli occhi sei l'unico che ha notizie certe del mondo in cui viviamo... a te che lascio in dono, avvolto in un vecchio giornale, il mio cuore sanguinante... cosicché le guardie non lo possano trovare quando frugheranno in mezzo al nostro petto crivellato dalle raffiche dei mitra!

8. Milano antartica

Le nostre strade sono vene nella carne della notte. Le nostre vene sono rami di foreste illuminate. I nostri rami sono nervi sospesi sul domani. La nostra carne sarà cibo per gli animali della terra...
Viviamo abbracciati nei bunker sulla costa in attesa dell'onda che ci inghiotta e metta fine a questa guerra!

10. Noi sospiriamo ai bordi delle stelle

Noi sospiriamo ai bordi delle stelle, dove le pozzanghere sono blu cobalto, dove i sogni scappano come cani, lungo le scogliere a picco sulla vita.
Bambini soldato armati di apriscatole scoperchiano un futuro che è cibo per i vermi, mentre dal cielo piovono le bombe, piovono sul mondo che è in guerra e non lo sa.

9. Una guerra senza fine

Affacciati alle finestre rivolte alla centrale seguimmo le rondini nidificare nel sarcofago che avvolge il reattore nucleare. E secondo noi il concetto di guerra va esteso alla guerra che l'uomo fa alla terra che calpesta e che lo nutre.
Dormimmo in una casa costruita con le bombe piovute dal cielo nei giorni di guerra, di una guerra che non è mai finita. E secondo noi il concetto di guerra va esteso alla guerra che l'uomo fa alla terra che calpesta e che lo nutre.
Ci svegliammo nella notte, il respiro ci mancava, alzammo i nostri occhi, ma non riuscivamo a vedere. Perchè una notte ancora più nera ci scendeva sulla fronte una coltre di nero petrolio ci scorreva tra le piume...

La città dell'ultima paura

(2012)

1.Violenza Urbana

Instrumental

2. Sotto la scure di un nuovo fascismo

Sotto la scure di un nuovo fascismo, sotto i cieli della nostra amnesia, per le strade di un giorno qualunque, ci sorprenderà una pioggia fitta e scura che inzupperà i vestiti della nostra anarchia. E ci rifugeremo all'ombra di una sopraelevata sulla quale sfrecciano gli uomini senz'anima, sulle corsie deserte della loro apatia...

3. La città dell'ultima paura

Un'alba sull'asfalto stretti tra le morse grigie dei guardrails che occludono gli sguardi. Le auto erodono la città indifferenti ai vivi dove i cavalcavia sono grumi di solitudine. Percorreremo le vostre autostrade camminando con i nostri piedi scalzi, useremo i nostri corpi per ridisegnare le mappe delle vostre città! La Terra scosterà le ambizioni umane, spegnerà i semafori e ricoprirà d'erba le tangenziali. Strozzatevi col nero delle vostre città un cappio di cavi elettrici e grande sarà lo schianto della supremazia umana! Percorreremo le vostre autostrade camminando con i nostri piedi scalzi, useremo i nostri corpi per ridisegnare le mappe delle vostre città. Il tempo insieme non ritorna, dammi un bacio ancora, come se fosse l'ultimo...

4. La siberia sui tetti

Dita dolenti aggrappate alle stelle mentre il freddo dell'inverno ci azzanna le vene scoperte e un vestito di piume di corvo nasconde i nostri sogni ai radar del nemico. La Siberia sui tetti, il fuoco tra le dita, una lama obliqua alla gola del futuro. Occhi rivolti alla luna trasparente che ha prestato la sua luce alle insegne dei fast-food. Con un ombrello di ossa e sacchetti ripariamo dalla pioggia i nostri amori incompresi... Forza i lucchetti, viola i giardini segreti, il futuro è da cercare in quelle pozze d'acqua nera che sembrano morte, ma riflettono il cielo.

5. Tu, alla fine del sottopassaggio

Instrumental

Vampirizzati oggi

(2011)

1.Vampirizzati oggi

Quest'alba a due colori mi ridesterà dai miei sogni di complessità. Ed alzarsi dalla bara della nostra identità ogni giorno é faticoso nella sua semplicità. Mi succhiano il sangue, mi strappano brandelli di carne viva, muoio ogni giorno e risorgo la notte. Vampirizzati oggi, manca l'intesa tra gli affetti, i pensieri e le azioni. Mi agito la notte, ballo ritmi di vendetta, scandisco le ragioni della mia estraneità. Estraneità a quel mondo nel quale poi mi sveglio come polvere spazzata per le vie della città. Mi succhiano il sangue, mi strappano brandelli di carne viva, muoio ogni giorno e risorgo la notte. Vampirizzati oggi, manca l'intesa tra gli affetti, i pensieri e le azioni...

2. Canzone d'amore spettrale

Tienimi per mano mentre pendo dall'abisso ed oscillo come lacrima sulla forca del destino. Se lasci la presa sai non sarò io a cadere, ma tu ad essere risucchiato dal buio magnete che sorregge le stelle e stacca i sogni dalla testa degli uomini. 

3. La fabbrica dei morti

Ci arrampicammo sul traliccio con le mani nere d'odio, per vedere da vicino la fabbrica dei morti. Nella fabbrica dei morti hanno lavorato i nostri padri per costruire il vuoto che sentiamo in fondo al cuore. Tra le linee di montaggio, alla luce dei lampioni, ci parve di vedere specchiarsi i nostri volti. Ma non erano riflessi, erano corpi in carne ed ossa che giacevano nelle bare sul nastro di trasporto. Per un po' ci siamo fermati con le mani sopra gli occhi, ma deglutita la paura ci venne sete di vendetta! I gufi ci schernivano dai rami nella notte, ma smisero i meschini quando il sasso noi lanciammo ...quando il sasso noi lanciammo...

4. Il vero degrado è l'abitudine di vivere

Tentativo di auto-azzeramento dell'inceneritore, crollo, cedimento strutturale, il vero degrado è l'abitudine al vivere. Ossa calpestate nella società del sorriso.