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K* LYRICS / Testi, words, слова

L'algebra morente del cielo (2015)
La città dell'ultima paura (2012)
Vampirizzati oggi! (2011)
Living in a psycho-caos era (2010)
Dreams for super-defeated heroes (2007)

L'algebra morente del cielo

(2015)

1.La vendetta degli steli recisi

Lo vedi il mio cuore? È una finestra in pezzi che dà sulla strada, dove sfilano ignari le vittime con i carnefici. Lo vedi il mio cuore? Lo vedi è appoggiato sul bordo di questa finestra coperto di smog... ma se stringendo l'inquadratura sulle mie labbra vedrai scandire la vendetta e la speranza forse allora tu capirai...capirai che...
La bellezza che manca a questo tremolo splendore di vetri rotti ed illusioni io la cercherò nei ritmi dei cuori disperati, nelle ossa del torace dove le parole più importanti restano impigliate...nelle tue carni lacerate!
Dei della peste mettetemi una mano sulla spalla per guidare i passi delle mie danze di guerra! Dei della peste guidate le parole del mio canto, la lama di voce che stringo tra i denti...
Ma se stringendo l'inquadratura sulle mie guance vedrai il segno lasciato da una lacrima nera forse allora tu capirai...capirai che...
La bellezza che manca a questo mondo di violenza, di vetri rotti ed illusioni, io la cercherò nei ritmi dei cuori disperati, nelle ossa del torace, dove le parole più importanti restano impigliate, nelle tue carni lacerate!
La bellezza che manca a questo mondo di violenza di vetri rotti ed illusioni io la cercherò tra le note di una musica sbagliata, tra le corde lacerate alle quali le nostre vite restano aggrappate! ...nei tuoi occhi disperati!

2. La dissolvenza degli orizzonti tecnologici 

Ho scoperto tra il fango dei miei ricordi il mio volto com'era prima delle vostre chirurgie digitali. E così ho scongiurato il piano dei profeti della plastica per assassinare il mio futuro e farla franca sotterrando nelle trame di un paesaggio tecnologico ogni residuo di immaginazione.
Scavalcherò le scenografie scagliando avanti la mia consapevolezza, scavalcherò le scenografie punto dritta al cuore delle cose!
Limiti volontariamente le possibilità dell'esistente con sorrisi splendenti. Soffochi intenzionalmente ogni irrequietezza della mente con farmaci e cosmetici correttivi...
Scavalcherò le scenografie scagliando avanti la mia consapevolezza, scavalcherò le scenografie punto dritta al cuore delle cose, scavalcherò le scenografie, tolgo il loop alle sinapsi e smetto l'abito di pixel.
Sarà forse l'ultima volta che i nostri sguardi si allineeranno? Non voglio che i vostri circuiti né le vostre sale operatorie scolpiscano la forma del mio cuore!
Scavalcherò le scenografie scagliando avanti la mia consapevolezza! Scavalcherò le scenografie punto dritta al cuore delle cose!

3. L'algebra morente del cielo

L'ombra che vedi lassù? È un pezzo di cielo che manca, sbranato dai cani che fanno la guardia alle nostre paure socchiuse. Ma lungo i muri di questa realtà c'è una presa di corrente alla quale collegare le pozzanghere alle stelle, e mandare in cortocircuito il destino...
No! Non mi guardare così perché nemmeno tu la conosci la soluzione di questa equazione, l'algebra di un cielo che... No! Non mi guardare così perché nemmeno tu la conosci la soluzione di questa equazione, l'algebra di un cielo che muore.

4. Chi sta in alto dice: questa è pace e questa è guerra

Non sono di essenza diversa la loro pace e la loro guerra, sono come il vento e la tempesta. La guerra cresce dalla loro pace come un figlio da una madre che specchia il suo volto in un lago di sangue.
La loro guerra uccide ciò che la pace ha risparmiato, la loro pace è una guerra che prepara il campo al massacro. Chi sta in alto dice questa è pace, questa è guerra, ma non è poi tanto diversa la loro pace dalla loro guerra. 

5. Il plotone non si è accorto del soldato caduto

Piccolo stupido insetto bruciato sulla candela, bruciando hai fritto presto e il fumo è stato tenue... una scintilla si è spenta nella pozzanghera lì accanto...
Ma il plotone non si è accorto del soldato caduto
Il morto non può parlare e il malato respira a stento, chi ha visto non era cieco, chi dorme non si è svegliato, morto da eroe sul campo direbbe il telegramma...
Ma il plotone non si è accorto del soldato caduto
Nessuno era più caro, nessuno era più bello, più di tutti lui ha sofferto, più degli altri era felice, ma in questa storia non c'è un inizio e non c'è una fine...
Perchè il plotone non si è accorto del soldato caduto 

6. Cavalieri nella tempesta elettro-magnetica

Siamo saliti sulle moto dichiarando guerra alla nostra disperazione, uno dopo l'altro come sassi trascinati dalla furia di un torrente, senza fine è la strada, senza fine è la tempesta. Prima di allora vivevamo intrappolati nelle case dallo onde medie del radio-terrore di Stato. Ho smesso di ascoltare quando il rombo del motore mi è esploso come un tuono in mezzo al cuore.
Ed ora i miei stivali sono come ricordi tenuti insieme con il filo di sutura, il motore è un organo che vibra. E non importa se nessuno piangerà le nostre disfatte, i nostri caduti! Abbiamo mille padri e tante madri quante miglia percorriamo lungo il dorso della notte più nera!
No! Il freno non tirerò! Non importa se le radiazioni mi fanno sanguinare le gengive, il sole a picco fa bollire il sangue nelle vene e il vento dell'alba ci farà tremare!
Riesci a sentire quel boato, quel tuono che risuona in mezzo al cuore?
Ed ora i miei stivali sono come ricordi tenuti insieme con il filo di sutura, il motore è un organo che vibra. E non importa se nessuno piangerà le nostre disfatte, i nostri caduti! Abbiamo mille padri e tante madri quante miglia percorriamo lungo il dorso della notte più nera!

7. Nessuna cattiva notizia esce dalle radio rotte

Nessuna cattiva notizia esce dalle radio rotte per noi lo zar è morto e nessuno l'ha sepolto, per quanto ne sappiamo siamo gli unici sopravvissuti di una guerra silenziosa, combattuta da soldati innamorati
lungo la spina dorsale di una terra senza nome, di questa terra congelata, di questa terra fredda e scura... sotto la quale abbiamo seppellito il nostro cuore sanguinante... cosicché le guardie non lo possano trovare quando frugheranno in mezzo al nostro petto crivellato dalle raffiche dei mitra!
Tu che mi guardi negli occhi sei l'unico che ha notizie certe del mondo in cui viviamo... a te che lascio in dono, avvolto in un vecchio giornale, il mio cuore sanguinante... cosicché le guardie non lo possano trovare quando frugheranno in mezzo al nostro petto crivellato dalle raffiche dei mitra!

8. Milano antartica

Le nostre strade sono vene nella carne della notte. Le nostre vene sono rami di foreste illuminate. I nostri rami sono nervi sospesi sul domani. La nostra carne sarà cibo per gli animali della terra...
Viviamo abbracciati nei bunker sulla costa in attesa dell'onda che ci inghiotta e metta fine a questa guerra!

10. Noi sospiriamo ai bordi delle stelle

Noi sospiriamo ai bordi delle stelle, dove le pozzanghere sono blu cobalto, dove i sogni scappano come cani, lungo le scogliere a picco sulla vita.
Bambini soldato armati di apriscatole scoperchiano un futuro che è cibo per i vermi, mentre dal cielo piovono le bombe, piovono sul mondo che è in guerra e non lo sa.

9. Una guerra senza fine

Affacciati alle finestre rivolte alla centrale seguimmo le rondini nidificare nel sarcofago che avvolge il reattore nucleare. E secondo noi il concetto di guerra va esteso alla guerra che l'uomo fa alla terra che calpesta e che lo nutre.
Dormimmo in una casa costruita con le bombe piovute dal cielo nei giorni di guerra, di una guerra che non è mai finita. E secondo noi il concetto di guerra va esteso alla guerra che l'uomo fa alla terra che calpesta e che lo nutre.
Ci svegliammo nella notte, il respiro ci mancava, alzammo i nostri occhi, ma non riuscivamo a vedere. Perchè una notte ancora più nera ci scendeva sulla fronte una coltre di nero petrolio ci scorreva tra le piume...

La città dell'ultima paura

(2012)

1.Violenza Urbana

Instrumental

2. Sotto la scure di un nuovo fascismo

Sotto la scure di un nuovo fascismo, sotto i cieli della nostra amnesia, per le strade di un giorno qualunque, ci sorprenderà una pioggia fitta e scura che inzupperà i vestiti della nostra anarchia. E ci rifugeremo all'ombra di una sopraelevata sulla quale sfrecciano gli uomini senz'anima, sulle corsie deserte della loro apatia...

3. La città dell'ultima paura

Un'alba sull'asfalto stretti tra le morse grigie dei guardrails che occludono gli sguardi. Le auto erodono la città indifferenti ai vivi dove i cavalcavia sono grumi di solitudine. Percorreremo le vostre autostrade camminando con i nostri piedi scalzi, useremo i nostri corpi per ridisegnare le mappe delle vostre città! La Terra scosterà le ambizioni umane, spegnerà i semafori e ricoprirà d'erba le tangenziali. Strozzatevi col nero delle vostre città un cappio di cavi elettrici e grande sarà lo schianto della supremazia umana! Percorreremo le vostre autostrade camminando con i nostri piedi scalzi, useremo i nostri corpi per ridisegnare le mappe delle vostre città. Il tempo insieme non ritorna, dammi un bacio ancora, come se fosse l'ultimo...

4. La siberia sui tetti

Dita dolenti aggrappate alle stelle mentre il freddo dell'inverno ci azzanna le vene scoperte e un vestito di piume di corvo nasconde i nostri sogni ai radar del nemico. La Siberia sui tetti, il fuoco tra le dita, una lama obliqua alla gola del futuro. Occhi rivolti alla luna trasparente che ha prestato la sua luce alle insegne dei fast-food. Con un ombrello di ossa e sacchetti ripariamo dalla pioggia i nostri amori incompresi... Forza i lucchetti, viola i giardini segreti, il futuro è da cercare in quelle pozze d'acqua nera che sembrano morte, ma riflettono il cielo.

5. Tu, alla fine del sottopassaggio

Instrumental

Vampirizzati oggi

(2011)

1.Vampirizzati oggi

Quest'alba a due colori mi ridesterà dai miei sogni di complessità. Ed alzarsi dalla bara della nostra identità ogni giorno é faticoso nella sua semplicità. Mi succhiano il sangue, mi strappano brandelli di carne viva, muoio ogni giorno e risorgo la notte. Vampirizzati oggi, manca l'intesa tra gli affetti, i pensieri e le azioni. Mi agito la notte, ballo ritmi di vendetta, scandisco le ragioni della mia estraneità. Estraneità a quel mondo nel quale poi mi sveglio come polvere spazzata per le vie della città. Mi succhiano il sangue, mi strappano brandelli di carne viva, muoio ogni giorno e risorgo la notte. Vampirizzati oggi, manca l'intesa tra gli affetti, i pensieri e le azioni...

2. Canzone d'amore spettrale

Tienimi per mano mentre pendo dall'abisso ed oscillo come lacrima sulla forca del destino. Se lasci la presa sai non sarò io a cadere, ma tu ad essere risucchiato dal buio magnete che sorregge le stelle e stacca i sogni dalla testa degli uomini. 

3. La fabbrica dei morti

Ci arrampicammo sul traliccio con le mani nere d'odio, per vedere da vicino la fabbrica dei morti. Nella fabbrica dei morti hanno lavorato i nostri padri per costruire il vuoto che sentiamo in fondo al cuore. Tra le linee di montaggio, alla luce dei lampioni, ci parve di vedere specchiarsi i nostri volti. Ma non erano riflessi, erano corpi in carne ed ossa che giacevano nelle bare sul nastro di trasporto. Per un po' ci siamo fermati con le mani sopra gli occhi, ma deglutita la paura ci venne sete di vendetta! I gufi ci schernivano dai rami nella notte, ma smisero i meschini quando il sasso noi lanciammo ...quando il sasso noi lanciammo...

4. Il vero degrado è l'abitudine di vivere

Tentativo di auto-azzeramento dell'inceneritore, crollo, cedimento strutturale, il vero degrado è l'abitudine al vivere. Ossa calpestate nella società del sorriso.

Living in a psycho-caos era

(2010)

1.Vivi in un'epoca di caos psichico

Che schifo questi anni che mi strisciano sulla pelle, vermi che si cibano di lusso e ipocrisia. Che orrore questa vita fatta merce da piazzare, quest’esistenza di miseria mescolata alle illusioni... In un’epoca assuefatta alla paura i nostri desideri si trasformano in minacce che attentano alle vite sempre uguali. In un’era paranoica ed ossessiva. Politici, banchieri, contabili di morte bevete il mio veleno! Burocrati e mercanti succhiate il sangue infetto dai tagli del mio odio! In un’epoca assuefatta alla paura i nostri desideri si trasformano in minacce che attentano alle vite sempre uguali e scatenano catastrofi semantiche. Grumi di psicosi tra le ciglia delle ballerine drogate d’illusioni, fasci di luce anaffettiva proiettati sullo schermo della mente collettiva.

2. Aratri d'ossa scheggiate

Campi di sonno solcati d’aratri di veglia. Ossa scheggiate che scavano destini. Linee, solchi, ferite, ematomi, segnali che indicano versi in cui inclinare il destino. Sottopassi illuminati, flussi di automobili, arterie di un corpo livido fasciato di stoffa nera. L’angoscia dai tuoi occhi è scivolata nei tombini e scorre sotto i marciapiedi, e rende faticoso calpestare l’asfalto desolato di questa mia città. Una stella cadente ha sfregiato il mio volto lasciando tracce di spazio profondo... 

3. Paranoia nelle strade

Inchiodati nell’ombra delle vostre esistenze vuote. Con i volti sbranati alle finestre vegliamo. Con gli occhi sbarrati... La paranoia nelle strade. Un vento nero di luce e di smog ci taglia le labbra e spazza tetro i nostri cortili segreti. E intanto osserviamo. Con gli occhi sbarrati... La paranoia nelle strade. Se scostiamo la testa di lato si vedono i buchi dei denti sul collo...

5. Angoscia-rock

Una corda alle caviglie che trascina il tuo passato e disegna un solco sporco, che è la linea del futuro... Ai crinali della notte, lungo il fiume radioattivo io ti afferro per la vita e ti stringo al mio destino. Al mio destino. Sui sentieri dell’angoscia si cammina aggrovigliati, sui sentieri dell’angoscia...

7. Nere sono le cinghie dei fucili

Fu così che il dolore scivolò tra le dita e si perse tra le pieghe dei vestiti Fu così che i gesti banali si fecero eroici e i miei pugni si aprirono ad accogliere le tue mani. Mentre il fronte occidentale crollava sui soldati e riecheggiavano le bestemmie dei fucili inceppati. Bruciavano le gole aggredite dalla vodka davanti ai falò... Così ti abbracciai sotto un cielo di fango mentre le bombe cadevano e i soldati ti avrebbero presto trovato. Con le baionette dei fucili sul dorso della notte tracciavamo segrete costellazioni e lanciavamo minacce alla luna che vegliava come uno sbirro su di noi. Il plotone seguì le nostre orme nella terra facendosi strada tra la vegetazione oltrepassò le trincee ancora popolate di fantasmi ancora umide di paura e giunse ad una radura, i resti dell'accampamento e il segno sulla corteccia che indicava il dirupo a strapiombo nel cielo estivo...

9. Quando le macchine si fermeranno

Tutti vivremo la prossima catastrofe elettrica, tutti vivremo un natale senza luci. Il grande buio, un buio grande.

4. Ai ferri corti con tutto l'esistente

Passi sospesi, icone fluttuanti nel vuoto di gelide attese, sorrisi di carta regalano scrigni dorati. Stroboscopici soli irradiano lame ghiacciate, su occhi riflessi su cieli appannati, un gesto improvviso dirompe... Versi caduti, grida disperse seguite da cori gracchianti, ginocchia a terra, catrame che scorre e annega parole recise. Respiri distratti intrecciati tra sbarre piegate, maschere nude piangono cristalli di sangue... Sogni danzano tra le mani, corrono grida lungo i muri ciechi, schegge taglienti disegnano fiori. Sguardi evasi, protesi su pugni serrati, sogni in attesa di sciogliersi in volo. Un gesto improvviso dirompe.

6. Monorotaia

Non chiedetevi che speranza c’è negli arti irrequieti dei teppisti, le ferite parlano una lingua chiara con bocche di sangue. Chiedetevi piuttosto quale è il nome vero di questa società... Pianure di neve solcate da fruste di luce, corre veloce il futuro lungo una gelida monorotaia.

8. Stalinstrasse Love Story

Mi sono tagliata con i cocci affilati delle mie notti insonni e ti offro scarpe da tennis piene d’amore per correre veloce lungo la cortina. Mi sono tagliata con i cocci affilati dei tuoi sogni infranti e ti offro scarpe da tennis piene d’amore per correre veloce lungo la cortina. Finché le nostre carte d’identità mentiranno su ciò che noi siamo, che cosa potremo temere? E che cosa potremo sperare? In casi come questi amare é scappare, infrangere la legge e scrivere da soli un lieto fine che possa funzionare in questo mondo senza trama...

10. I cronoclasti

Gocce di lurido freddo solcano la schiena del mondo e giacciono fracassate le macchine che muovevano il tempo. Le insegne dei cinema abbattute tra la neve rivolgono domande prive di senso agli dei che stanno in cielo. Batti il mio petto con i pugni torvi dei tuoi anni, noi siamo il giorno luminoso. Sulle acque oscure del passato increspate di futuro si erge il ghiaccio austero dei nostri ricordi. Batti il mio petto con i pugni torvi dei tuoi anni, noi siamo il giorno luminoso. Abbracciami tra il cielo e la neve che trascina al silenzio la terra. Nella dolce bellezza di un mondo ancorato al presente.

Dreams for super defeated-hero

(2007)

1. Sonja contro la grande distribuzione

Movimento! Velocità! Colori squillanti! Bottiglie rotte e lampadine bruciate! Serialità! Mesmerismo! Occhi bianchi sul pianeta terra!
Gli scaffali del supermercato crollano sul consumatore ignaro
Gridano le ruote sul pavimento del centro commerciale
Sonia stappa una birra coi denti e parla la lingua del fuoco!

2. Fernsethurm

Pensieri che non passano attraverso, che s'impigliano tra le vene
E anneriscono il mio sangue d'incertezza come un bacio ad occhi aperti. E lo sguardo alle tue spalle dimenticato in un segmento di cielo immoto. La linea dell'orizzonte è una lama di rasoio.
Addio! Un incontro degli sguardi sorseggiando questo vino che scende dai nostri occhi, dalla giacca estraggo uno stiletto e mi faccio largo tra la folla. La cima della torre è avvolta dalle nubi, le coltri che nascondo la fine della storia. Sarà forse la fine del mondo se tutto crollerà come un muro di ricordi?

3. L'odore dell'aria prima del temporale

I pugni in tasca, il vuoto dentro, tremo di rabbia e penso ai punti di sutura che porti con te. Sigarette amare, artigli nelle labbra, bevo inquieta dai miei polsi recisi. Compagne! Compagni! Attenti alle spire del verme nero che striscia in città. Il fumo che esce dalla bocca d'inverno, la neve sporca, le vie del centro.
Le orme sul fango, i morsi del gelo, le luci lontane, le croci uncinate. Siamo i muri bruciati di una casa occupata, siamo...
Il vento sferza la mia città, un lungo addio ci segnerà. Il vento sferza questa città, la pioggia fitta scenderà. Avvisaglie concrete di repressione. E' tempo di amare con i cuori divelti dal petto.

5. Margini non codificati

Il passato dentro scatole di cemento e metallo esercitava i nostri cuori alla disciplina dei padroni. In futuro, attraverso mille occhi l'angoscia di esser sempre osservati sale ancora, sotto controllo. Reclusi in labirinti di ferro ed ingranaggi. Lei ha negli occhi qualcosa di imprevisto. Ruote dentate come divinità supreme. Lei ha nascosto il suo cuore tra le spire della folla. Che non può carpire il suo segreto
Parola d'ordine: sabotaggio! E non vede chi freme tra le ombre. Presto, creature del buio, sta arrivando il nuovo giorno
Tu, ancora viva nel segno del caos, un virus nell'oscurità. Tu, ancora viva, margine non codificato, fiero residuo della pratica normante. Tra corpi inermi esercitati dalla disciplina. Sfidi lo sguardo dei mille carcerieri elettrici. Sfida lo sguardo dei mille carcerieri. Combattere il potere con la forza del numero. Scolpire con i fiori un epitaffio per il loro mondo. Lei non può svelare il suo segreto. Parola d'ordine: sabotaggio!
Lei non può confessare le sue colpe. Il futuro ha bisogno di uno sguardo indomito senza esitazioni. Tu, ancora viva nel segno del caos, un virus nell'oscurità. Tu, ancora viva, margine non codificato, fiero residuo della pratica normante. Voi, nuclei rivoluzionari in epoca di restaurazione! Voi, buchi neri dell'autocoscienza del sistema! Voi, nemici giurati di ogni ordine costituito! La storia viaggia assieme a voi!

8. Banshee

Hai mai udito nel tuo profondo sonno il boato di un motore ultraterreno. Le mani sul manubrio, il suo volto è un teschio grigio con tungsteno nelle orbite gelate. Tra le torri di cemento della centrale nucleare, lungo strade tenebrose. Verso il fiume d'argento nascosto tra i dirupi e nell'urna le spoglie di una giovane regina. Il vecchio che veglia sull'orlo della gola e scuote la montagna con il pugno chiuso. Ha una collana di denti e di lattine vuote e un cane nero come pece. Le insegne luminose dei distributori, le sagome nerastre dei motel. Verso il fiume d'argento nascosto tra i dirupi per gettare là le ceneri di una giovane regina.

4. Phoebe Zeit-geist

Corde strette ai polsi magri. Incatenata nuda alla porta girevole di un grande magazzino. Ciglia lunghe e rossetto sbavato. La tortura della ruota. Cristo glamour per gente distratta nel centro affollato della città. Sei, sei sola, sul palmo della mano, sei sotto tiro. Sei, sei sola, sul palmo della mano. Sei sotto il tiro di mille fucili. Puzza di gin, vetrine in frantumi. Fuori da un night alla moda. Hai un coltello tra le mani. Tacchi a spillo, le guance sfregiate da un fendente di bottiglia.

Tutto si fa chiaro come la pagina di un libro sacro.

6. Police Ponopticon

Polizia! Polizia! Dietro un prisma opaco. Giudice e coscienza di reati mai commessi. Occhi senza orbite, nervi scoperti. Spettatori vuoti di un teatro surreale. Noi danziamo il ritmo del potere. Nelle metropoli video-sorvegliate il buio cala e la vita scorre via trasparente come il vetro. Prigioni senza sbarre. Figure di un perpetuo purgatorio. Dio ha nuovi occhi!

7. E.L.F.

Prima che l'ombra cacciasse il sole e i lupi uscissero dalle case di roccia, il re cavalcava nella foresta antica. La mano sull'elsa, il pugno chiuso, quando si alzò il vento mormorando alle stelle. Siamo i signori di questa terra, i sovrani putrefatti ora nutrono le nostre antiche radici. Dalla terra calpestata, tra le scorie nucleari e il ricordo degli eroi, emerse un grumo di paura. E lo scheletro di buio, sibilando le parole di una tetra litania. Siamo i signori di questa terra, i sovrani putrefatti ora nutrono le nostre antiche radici. Morì nel mare il sole insanguinato sgombrando il campo alla notte. Sorse la luna come un teschio di neon, al suo raggio le piante sembrarono spettri. Siamo i signori di questa terra, i sovrani putrefatti ora nutrono le nostre antiche radici. Il re vide che ogni ceppo era un corpo, ogni ramo un arto secco e ossuto. E quegli occhi, e quegli occhi, fuoco che brucia l'anima. Siamo i signori di questa terra, i sovrani putrefatti ora nutrono le nostre antiche radici. Un'eco gonfio di eterni sospiri e secoli infiniti, di fantasmi esiliati da coloro che usurparono il mondo
E il vento scosse i pilastri della terra. Un viluppo d'orrore gli fu sopra e avvolse il re come un drappo di sangue rappreso. E tutto gli fu chiaro, e tutto gli fu chiaro! Come un sogno nel sonno del mattino. Siamo i signori di questa terra umida e scura, prima dei re che diedero i nomi al mondo. E delle regine adornate con l'oro che giace ossidato nelle bare. Dei sovrani putrefatti che ora nutrono le nostre antiche radici.

9. Nessuna Fiducia (Cover Declino 1983)

Veleno e sfiducia versati a piene mani, bocche amare malate di tristezza, parole di sconforto, pugni e calci in faccia mi strappano sudore e lacrime di sangue. Promesse lucenti con gesti di interesse, parabole di illusioni e di sicurezza, un signore della guerra su cui scommettere il futuro, un'utopia di certezza, calma e serenità, una pace di carta, un eroe senza domani aspettando ancora un'altra alba insperata tra queste quattro mura sempre più strette, coltivo il mio odio nei confronti del sistema, non ho bisogno delle vostre grandezze e della vostra esistenza ormai dominata dall'egoismo.

Music is a gun loaded with future

(2005)

1. La musica è un fucile caricato di futuro

Sotto un cielo tutto bianco, condannato ad un'immobile presenza
La musica è un fucile caricato di futuro, è una nuvola di sangue
E' una lucida promessa, un colpo sparato in mezzo al petto
La musica è un fucile caricato di futuro, è un pugno luminoso
Stilla il sangue sulle corde, dai polsi feriti col ghiaccio affilato
E le gole graffiate dagli anni freddi, i solchi di un vinile sporco
Spendi il fiato che hai: la musica è un fucile caricato di futuro
Brucia, per tutto il tempo che puoi, fino alla fine del mondo
Una molotov di grida scagliata da una mano siderale
Sulla folla noncurante che si accalca per le spese di Natale
Una scritta con lo spary, rossa con i bordi evanescenti
La musica è il sangue che solca le tue vene, è una lotta disperata
Stilla il sangue sulle corde, dai polsi feriti col ghiaccio affilato
E le gole graffiate dagli anni freddi, i solchi di un vinile sporco
Spendi il fiato che hai: la musica è un fucile caricato di futuro
Brucia, per tutto il tempo che puoi, fino alla fine del mondo
Uno straccio bucato, un collo di vetro opaco
Versate benzina e miscela fino a 3/4
Un ampio gesto solca il cielo terso
Una miccia, un bersaglio, uno sguardo, un fuoco che cambia
Stilla il sangue sulle corde, dai polsi feriti col ghiaccio affilato
E le gole graffiate dagli anni freddi, i solchi di un vinile sporco
Spendi il fiato che hai: la musica è un fucile caricato di futuro
Brucia, per tutto il tempo che puoi, fino alla fine del mondo

2. La morte di Gwen Stacey

Stivali di pelle colorati di pioggia
Un requiem pop in tempi oscuri
Attraversando il ponte che dà sul buio
Pensava tra sè e sè
Forse ognuno porta i segni di sconfitte mai ammesse
Un dolore distratto, sottinteso tra le righe dei ricordi
Vignette odorose di petrolio e caffè
Un eroe distratto che arriva in ritardo
E spende lacrime di cellulosa
Mentre pensa che
Che forse ognuno porta i segni di sconfitte mai ammesse
Un dolore distratto, sottinteso tra le righe dei ricordi

3. Patricia ama il cobra a sette teste

Soldati zombie coi fucili spianati. L'odio nutre l'odio e lacera i ricordi
Lei affronta il suo futuro con del piombo nel fucile. Per la festa che si apre in onore degli insetti. Che succhiano il sangue del popolo impotente. Patricia ama il cobra a sette teste! Mondo cannibale e bugiardo. Con il crocefisso al collo. E in mano due ferri insanguinati
Che puzzano di morte. Mondo cannibale e bastardo. Con il crocefisso al collo. E in mano due ferri insanguinati. Che puzzano di morte. Ombre e spiriti versate quel sangue. Nelle coppe dei padroni
Dalle vene tagliate e dalle ossa bucate. Mischiateglielo al vino
Che l'odore dei morti e il dolore dei vivi. Li faccian vomitare
Patricia ama il cobra a sette teste!

4. Milano odia

Circonvallazione, asfalto e realtà
Metropolitane solcan la città
No, non lasciare la mia mano!
Pioggia feroce, centro sociale
Occupazione, gente che sta male
No, la polizia non può sparare!
No, non mi amare sotto questo cielo
Milano di spine col sangue sui muri
Milano odia!
Chiese sconsacrate e pubblicità
Abiti di pelle e elettricità
No, non lasciare la mia mano!
Milano violenta dalle vene spaccate
Siringhe, lampioni, spine staccate
No, la polizia non può sparare!
No, non mi amare sotto questo cielo
Milano di spine col sangue sui muri
Milano odia!

6. Neve

Lei non sa come spiegare
Che non potrà mai dargli quello che non c'è
Lui non riesce a confessare
Che no, lei non ne ha colpa, è il mondo che è crudele
Ed ora le parole
Diventano la neve che lambisce i grattacieli
Nel cielo che trasforma le lacrime sul volto in falene di cristallo
In questa landa sporca e ostile
La solitudine è un coltello
Una lama arrugginita
Alla vena giugulare

5. Brucia, ragazza brucia

Mani di ghiaccio, benzina e spavento
Ed è in fiamme il palazzo dello Zar
Da una stele silente Pravda si getta nell'oscurità
Asfalto bollente, rovina imminente
La cerimonia è iniziata
S'ode un richiamo, si tendono i muscoli
Lei varca le fiamme
Con il cappio al collo
Va oltre l'orrore della città dei vermi!
Topi, a rapporto, lasciate le fogne
Il sacrificio si compie
Vodka annacquata, rasoi e veleno
Lei ha il cuore freddo come neve
Ma i suoi occhi infelici colmi di luce tradiscono pietà
Pravda, ricordi
Le labbra roventi di chi un tempo hai amato?
Ora il fuoco divampa e brucia i ricordi
Lei varca le fiamme
Con il cappio al collo
Va oltre l'orrore della città dei vermi!
Topi, ascoltate, è un grido di guerra
Il sacrificio si compie
Lei varca le fiamme
Con il cappio al collo
Va oltre l'orrore della città dei vermi!
I topi si fermarono, il respiro si gelò
L'ultima stella della notte ora si è spenta

7. Gioventù post-atomica

Guerriglia armata tra gli scheletri silenti di cemento. Ribelli di una razza in decadenza. Non c'è legge, taglia o corda che sia in grado di fermare il tuo pensiero. Libero e selvatico. Un sole malato che ti avvolge. Coi suoi raggi che avvelenano l'asfalto. Eterno è il sonno dei palazzi. Reliquie ... di una folle civiltà. Brucia questo asfalto. Che ti ha visto crescere nell'odio. Sotto un cielo rosso sangue. Brucia questo sole. I suoi raggi sono lame incandescenti. C'è solo odore di morte. Come può finire qui? Hai visto decine di cadaveri marcire. Sul ciglio della strada. Ma sai bene che niente è più agghiacciante dell'oblio di una vita in catene. Sangue rappreso sulla sabbia. Le sue lacrime che gridano vendetta, perché l'oscuro padrone che ti scruta
non può ancora cancellare la luce dal tuo sguardo. Brucia questo asfalto che ti ha visto crescere nell'odio. Sotto un cielo rosso sangue, brucia questo sole. I suoi raggi sono lame incandescenti. C'è solo odore di morte, come può finire qui?

8. Il cielo sopra neo-Tokyo

L'eco è una pietra tombale
Che sigilla un'epoca morta
Una linea divide il fango e il cobalto
E consegna un futuro di lotta
Ribes neri e tulipani sorgon dalla terra buia
Spaventata e devastata da mille roghi funerari
Disserra il pugno, figlio del fucile, mostra il bianco delle mani
Il cielo su neo-Tokyo oggi è terso
La terra è bagnata di pioggia e futuro
Cogli i semi dei fiori
Nei solchi arati dal nostro destino
Un nuovo mondo germoglia
Ribes neri e tulipani sorgon dalla terra buia
Spaventata e devastata da mille roghi funerari
Disserra il pugno, figlio del fucile, mostra il bianco delle mani
Il cielo su neo-Tokyo oggi è terso

9. Quale domani, quale futuro? (orig. Wretched 1984)

Quale domani quale futuro
Cosa faro' non c'e' via d'uscita
Paura che tutto sia sempre un sogno
Che sempre esistano schiavi e padroni
Quale domani quale futuro
Quale domani quale futuro
Quale domani quale futuro
Quale domani quale futuro
Niente mi offrono e mi sanno dare, niente
Il vuoto intorno, niente e' lasciato, niente
Un altro giorno altri problemi, sempre!
Che devo affrontare, che non posso sfuggire!