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“Da sempre”, Cerimonia Secreta, 2017

[we talk about…free music for punx!]
“La musica è come un tatuaggio che segna i nostri corpi, un segno indelebile sui tracciati obliqui delle nostre esistenze. Spesso il bisogno di creatività travalica i confini delle possibilità concrete di esercitarlo. E’ per questo che ci ritroviamo a cercare occasioni per incanalare l’urgenza creativa nei progetti più disparati, nonostante i Kalashnikov collective rimangano il centro gravitazionale delle nostre attività. I “Cerimonia Secreta” sono una nuova band, un’oscura entità che allieta la scena punk diy di Milano: nascono dall’amicizia che ci lega ad un gruppo di loschi individui che corrisponde al nome di “Occult punk gang” e con i quali ci aiutiamo reciprocamente in sbattimenti vari tra cui l’organizzazioni di concerti e situazioni. Gli officianti di questa blasfema creatura sono Francesco Goat (voce), Anto Facca (batteria), Oppo (chitarra), Lisa (theremin) e Stiopa (basso). Vediamo di dipanare il mistero e conoscere più da vicino questa tenebrosa entità!
Nuove frontiere del punk…
Finalmente – dopo un’epopea durata un anno e poco più – è uscito il loro disco, anzi, la loro cassetta, intitolata “Da sempre“. Che cosa suonano i Cerimonia Secreta? Un incrocio sabbatico di post-punk e neu-punk, moderno e fieramente underground, con suoni sporchi, riverberati e pastosi. I testi sono un condensato di sensi di colpa, grumi psicanalitici rimossi e coni d’ombra dell’anima. La loro declamazione dà il via ad una cerimonia catartica priva di redenzione. E la musica? Tutto parte da un groove molto solido, con una sezione ritmica scarna e sincopata, che scandisce le armonie asimmetriche e oblique tessute dalla chitarra. E nel mezzo delle danze compaiono imprevedibili momenti free dove regnano protagonisti gli inserti di theremin e di sax (suonato con la consueta sapienza dal Quaglia, il losco figuro che suonato anche nei dischi dei Kalashnikov). Insomma, c’è qualcosa di nuovo e di nero in queste canzoni, specchio di questi tempi incerti e senza luce: punk, certo, ma sul filo di un’atmosfera sinistra, con una carica anti-melodica non priva di elementi pop, ben celati sotto la coltre di un caotico muro di suono e dei delay digitali. Qui sotto avete tutto ciò che vi serve per ciucciarvi le canzoni e procurarvi l’imperdibile “cassetta secreta“. Non proprio un ascolto per i pomeriggi d’estate, ma magari quando calano le tenebre…

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