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[We talk about…]
D.I.Y.! – parte III
[Puj] Ehi, punx! Schiacciate il pulsante “stop” del vostro lurido walkman a cassette e datemi retta: un po’ di novità su autoproduzione passata, presente e futura.
* L’amico Piter, mente e braccio di
RadioRiot, label/distro/webradio e webzine d.i.y. di Roma, ci ha segnalato la disponibilità in rete di una tesi su autoproduzione e dintorni, realizzata da Francesco Alunni (laureatosi in scienze della comunicazione) e pubblicata, in veste artigianale e in tiratura limitata, da Salterò Autoproduzioni, ovvero Roberto degli Affranti (h.c. Savona). Sottotitolo: “INDAGINE SU UN CASO DI CONTROCULTURA UNDERGROUND IN ITALIA”. La potete consultare su diy-tesi.noblogs.org. I ragazzi dietro a quest’iniziativa hanno avviato un portale web sul d.i.y.: è agli inizi, ma è già fico: www.autoproduzioni.org.
* All’inizio del secondo capitolo della tesi di cui sopra, si fa riferimento ad una celebre e gloriosa “performance punk” degli anni d’oro, un episodio di comunicazione autenticamente antagonista: durante una convention di sociologi a Milano, occasione nella quale si volevano pubblicamente esporre i risultati di una sedicente indagine sul teppismo metropolitano e sulle bande giovanili violente (!), Atomo e Gomma, due punx milanesi (Atomo è l’attuale
Atomo Tinelli, consigliere del Comune di Milano) fecero irruzione nella sala, sfregiandosi il petto con delle lamette da barba ed offrendo il prorpio sangue come materiale di studio per i sedicenti ricercatori universitari.
L’episodio, esperimento di contestazione efficace e vincente, è documentato con dovizia di particolari (filmati originali, rassegna stampa, interviste ai protagonisti…) nel libro/dvd di recente uscita
“Punx: creatività e rabbia” (Shake edizioni), a cura dello stesso Gomma, e contenente vario materiale sulla scena punx milanese degli ‘80. Il prezzo (17 euro e cinquanta) è poco punk, ma i contenuti sono discreti: oltre ad un documentario sull’episodio del sangue, è incluso nel dvd il vecchio film sul Virus (documento sulla realtà occupata autogestita di via Correggio a Milano, già edito in vhs da Shake una decina di anni fa) ed altro materiale video di qualità altalenante (molto punk, naturalmente…) sulla Milano-da-pogare dell’epoca. Valutate voi se considerare operazioni editoriali come questa commemorative, nostalgiche, archeologiche o semplicemente commerciali: secondo me, entrare in contatto con quella che era l’espressione antagonista di allora, oggi, in un’epoca in cui la comunicazione è praticata da punks e contestatori vari con metodi perlopiù vecchi e mutuati dalla cultura ufficiale, può comunque essere di buona ispirazione, a patto, naturalmente, che non se ne deducano, come al solito, pratiche di emulazione pura e semplice…
* Restando in argomento di reliquie sulla scena h.c. italiana degli anni ’80, segnalo infine la recente uscita del volumetto
“Lumi di Punk” ad opera di Marco Philopat, raccolta di interviste a protagonisti dell’epoca e testimonianze varie. Non l’ho letto, e chissà se lo leggerò mai. Detto questo… au revoir!

1 Comment on

  1. Anonymous
    Replied on 18/10/2010 at 14:10

    imparato molto

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