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[Kalashnikov collective presents…]

THE USUAL SUSPECTS (Punx – Leuven, Belgium)
[Puj] Una manciata di freaks sempre a spasso su e giù per l’europa, punk-rock lurido e ultra-politicizzato, un’attenzione profonda per quello che le canzoni dicono… Wow! Non chiedo di meglio. Gli Usual Suspects, da Leuven, Belgio, fanno una musica scassatissima, tutta traballante e profumata di aria rancida. Quel profumo inebriante che esce dagli squat carichi di fumo e sudore del centro-europa. Ecco come gli Usual Suspects ribattono alle perplessità di alcuni punx di fronte alla copertina del loro primo album, raffigurante l’icona pop Che Guevara che riceve un malrovescio in pieno volto: “Perché un pugno al Che? Anche se non siamo abituati a trascorrere le nostre vite spiegando tutto quello che facciamo, ci siamo accorti che molta gente rimane shockata nel vedere la copertina del nostro disco, sulla quale è raffigurato il Che che prende un pugno. Perché così tanta sorpresa? Dopo tutto siamo dei fottuti anarchici! In realtà ci disgusta il modo in cui questo giovanotto morto tanto tempo fa viene trascinato in giro per le manifestazioni, come se fosse il testimonial pubblicitario della rivoluzione. Prima di tutto viene considerato una specie di leader, quindi noi diciamo: “Niente leader per la gente libera!”. Secondo, è morto e appartiene ad un passato lontano: ora è solo un simbolo. Nemmeno lo 0,01% della gente che lo indossa e che sbandiera la sua immagine è attivo in ambito rivoluzionario. E’ una contraddizione. Ed è anche un insulto rivolto a tutte quelle persone che attualmente stanno facendo qualcosa di concreto, pagando anche con il carcere il proprio attivismo. Non pensiamo che Che Guevara possa fare molto per queste persone ora! Quelli del Che sulla t-shirt sono troppo occupati a “sfilare” nelle manifestazioni più cool, quelle in cui è carino passeggiare per la città. Il Che è anche ottimo per arredare la stanza dello studentato, magari accanto ad un simbolo anarchico (per impressionare i propri compagni di stanza). Fanculo feticisti del Che! Forse non saremo “veri rivoluzionari”, ma non abbiamo intenzione di uniformarci ad una moda massificata! E’ tempo di costruirsi un’esistenza autonoma invece di comprare la propria identità al negozio all’angolo, indossando il volto di un militare sudamericano che nessuno di noi ha mai conosciuto! Tu conosci le persone che combattono oggi? Muoviti, dai loro una mano! E Brucia i tuoi idoli!”.
Abbiamo incontrato gli U.S. a Mannheim, Germania, durante un concerto dei Kalashnikov al Juz Piranha, nel giugno 2005. In quell’occasione non avemmo molto tempo per chiacchierare, così ho deciso di intervistarli qualche tempo dopo, sulla fanzine “Il sogno di Ulrike”. Qua sotto, l’album “Hasta la vista comandante” (2002), con artwork, booklet e intervista in formato .pdf.
Take back the land and dance!

[Free music for punx]

THE USUAL SUSPECTS – Hasta la vista, Comandante! (2002 D.I.Y. cd)
1. Exit the void
2. Squattus dub
3. Reclaim the streets
4. Your lense, it’s an offense!
5. Moron multinationals
6. Nothing is: impossible
7. Easy to hate
8. Bin Laden’s vegan airstrike
9. Theatre of politics
10. Theatre of politics (part 2)
11. People standing tall
12. Container jazz
13. Requiem
14. Bats of Leuven
15. Ram Sabam
16. They don’t want us to know

Visit the Usual Suspects web-site here.

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