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[Free books for punx]
Camillo Berneri – Gli eroi guerreschi come grandi criminali (Ed. Archivio Famiglia Berneri 1987)
[Puj] Io per rilassarmi solitamente leggo vecchi opuscoli anacronistici. Questo, a firma di Camillo Berneri, filosofo anarchico anti-fascista, morto in Spagna durante la guerra civile, è anche ricco di spunti interessanti e pure attuali. Il libretto raccoglie alcuni articoli redatti tra il ‘25 e il ‘29 quando Berneri, in fuga dall’Italia fascista, si era rifugiato in Francia. L’autore si scaglia contro il mito dell’eroismo del soldato, linfa vitale di tutta la propaganda patriottica e guerresca tanto di moda all’epoca, smontandolo pezzo per pezzo. Sono le miserie della guerra a fare da sfondo alle gesta altrettanto miserabili (e tutt’altro che coraggiose!) dei soldati. Vittime (come nelle guerre dell’epoca di Berneri, quando “milioni di uomini sono andati a morire per non avere il coraggio della ribellione, sono andati ad uccidere nella speranza di non essere uccisi”) o mercenari (come nelle nostre attuali guerre), i soldati non rispecchiano nessun ideale eroico e romantico: sono soltanto gli attori di un macabro e mal scritto copione.
La tecnologia bellica ha reso sempre più disumano l’assassinio in guerra: oggi si uccide a distanza, premendo pulsanti come in un videogioco. Che eroismo! che coraggio! Malgrado tutto si continua imperterriti a celebrare i caduti come eroi della patria, con attonito cordoglio (come se fosse cosa eccezionale che in guerra si muoia). Ma sappiamo bene che la commemorazione dei caduti altro non è che il tentativo di ripulire le luride coscienze di chi ha consegnato alla morte i propri soldati! La mitizzazione delle gesta dei militari, nella nostra cultura, non corre più sulla linea dell’eroismo, bensì su quella, allo stato attuale più di moda, del servizio e del sacrificio: al giorno d’oggi, d’altronde, non si fanno più guerre, ma “missioni di pace”, non si uccide il nemico, ma gli si “porta la democrazia”, (tipo un regalo quando si va a cena in casa di un amico); fermiamoci a pensare seriamente quanto ridicola, ideologica, propagandistica e bugiarda sia questa terminologia dal sapore evangelico; nella nostra epoca, la mitologia della guerra è ancora più mistificante e sleale di quanto non fosse ai tempi di Berneri, quando faceva rima con gesta clamorose, supremazia, vittoria… oggi si è toccato il fondo: si dipingono i soldati come preti missionari e la guerra come atto morale di carità e giustizia. Merda, schifo!
Al coraggio militare, Berneri contrappone quello civile. Il vero eroismo, dice Camillo, sta “nel non subire la legge della menzogna trionfante, nel non fare eco con la nostra anima agli stupidi applausi e alle fanatiche derisioni”. Insomma, nel non fare massa, nel ribellarsi all’ideologico quotidiano e allo squallore qualunquista che ci attanaglia. Bah… in effetti non vedo molto altre possibilità di eroismo nella nostra fottuta, omologata società di merda. E, comunque sia, almeno nella dissidenza è rimasta un po’ di poesia…

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TOXIC REASONS – War Hero (7” – U.s.a. 1980)
Da sommelier rovina h.c., raccomando di abbinare alla lettura dell’opuscolo anti-eroico del Berneri un classico minore del proto-h.c. americano: War hero, primo sbilenco quarantacinque giri dei Toxic Reasons. Il testo: “Non voglio essere un eroe di guerra / non voglio un film su di me / non voglio essere un eroe di guerra / solo scappar via dalla pazzia che vedo. Diecimila morti al fenolo / accade ogni giorno, ancora, e continua… / Io non voglio stare in prima linea / non voglio distruggere un’altra razza. Mi indottrinavi quand’ero bambino / mi insegnavi ad uccidere per il loro governo-giocattolo / ora i G.I. sono stati tutti ammazzati / e il mio migliore amico non ha più la testa“. A (semi)classic of anti-hero punk rock!

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