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[Kalashni-tour report – part 1 of 6]

25/4: KOMEN (Slovenja) @ Stara Sula
(Parte da qui il resoconto delle sei date che ci siamo ciucciati in giro per Slovenia, Croazia e Francia negli ultimi giorni. Un po’ di noi, ma anche un po’ di ciò che ci è stato intorno: musica e video da scaricare e succhiare, testimonianze dei luoghi, delle persone e degli umori che abbiamo incontrato in sei intessissimi giorni trascorsi nell’amato circuito d.i.y. europeo. Evviva!).
[Puj] Il furgone è straripante, il traffico è fitto, siamo subito in coda! Milano-Brescia è un’agonia, c’é pure una tizia che ci tampona da dietro. Poi si parte e in un lampo ci risvegliamo in Slovenia. La prima data di questo tour è cambiata decine di volte a causa di sgomberi e fuori programma vari, ma finalmente siamo riusciti ad infilarci in un concerto già organizzato a Komen, appena oltre il confine sloveno.
Il passaggio dall’autostrada italiana alle campagne slave è una liberazione: sentieri che si snodano lungo i rilievi, casupole sparute nella vegetazione, nessun essere umano all’orizzonte. Komen è un paese brumoso e semi deserto: una manciata di casupole tirate sù alla cazzo nella natura selvaggia. L’atmosfera è quella di antiche leggende sui vampiri. O sui licantropi. Nel centro, accanto alla chiesa, sorge un anonimo edifico sul quale troneggia, tutta storta, una scritta al neon: “Paradiso”. Sotto, l’entrata di un disco-bar in cui ci infiliamo, non sapendo che altro fare; sembra di essere entrati in un’altra dimensione! Fumo fitto, gente che sbevazza, vociare sloveno-friulano, facce brutte e belle ragazze. Altoparlanti appesi al muro sputacchiano musica qualunquista e demodé, così noi ci scoliamo un paio di
birre Lasko a stomaco vuoto. Al Paradiso si respira l’aria dei bar di quando eravamo bambini, con i flipper, le freccette e l’arredamento in legno!
In serata conosciamo Alan che ci aspetta allo Stara Sula, una scuola occupata nella quale suoneremo. La stanza per i concerti è una grotta cupa senza palco: ciò che preferiamo. La cena è a base di Lasko pivo (motto triestino: “Bevo Lasko finché casco, bevo pivo finché vivo“) e zuppa d’aglio (vedi dopo…), una specialità locale che manderà in avaria l’alito dell’intera compagnia. I punx di Komen, ci racconta Alan, sono piuttosto attivi sul versante musicale d.i.y.: tutti gli anni, d’estate, viene organizzato un festival all’aperto con band rovina da tutta europa, proprio davanti alla chiesa, con la benedizione del parroco e numerosi stage-diving dal sagrato.
Orgogliosi della nostra arte vincola, offriamo ad Alan del vino italiano, pensando di incontrare il plauso degli
amici slavi, ma scopriamo che gli sloveni sono devoti unicamente ad un vino loro, aspro e novello che asfalta la bocca e fa crepare lo stomaco. Loro bevono solo quello, con foga disarmante. Col vino ci fanno anche i cocktail, addizionandolo con la coca-cola del discount. Il tasso alcoolico della serata è vertiginoso: tutti gironzolano con un beverone personale di cui vanno fieri, confezionato in bottiglie di plastica: c’è chi beve succo di mela col whiskey, chi una a specie di the al vino che fa tremare i muri. Il nostro rhum e cola portato da Milano impallidisce di fronte alla macabra creatività slovena. Noi preferiamo irrorare i nostri gargarozzi di birra Lasko e seguiamo l’esibizione dei gruppi che ci precedono. Bands dei dintorni: i Vaska Subkultura, i Not Yet e i The Bretones.
Buona parte del pubblico è alla frutta: troppo vino! Sarta, prima di suonare, getta il suo giubbotto su un poveretto accasciato di fianco agli ampli per ripigliarsi dalla sbronza, pensando si tratti di un cumulo di stracci. Quello non fa una piega e resuscita solo mezz’ora dopo per ballare le ultime due canzoni che suoniamo. Un punk sloveno vissuto in Germania per nove anni ci dice che conosceva i Kalashnikov già da un bel po’ di tempo perché aveva ascoltato il nostro primo album in cassetta a casa di un amico berlinese, che ha tutti i nostri dischi. Miracoli della distribuzione d.i.y.! E’ sempre strano e bello insieme conoscere i retroscena di queste coincidenze meravigliose. Il concerto scivola via senza eccessi di entusiasmo, anche perché buona parte del pubblico non si regge più in piedi. Dopo aver scolato la Lasko della staffa, ci accasciamo dormienti per la notte…

[Video]
THE BRETONES – video-live @ Stara Sula
[Puj] Imperdibili! Sono in tre, suonano cover strumentali dei Ramones con basso, batteria e… cornamusa! L’idea della band è quella di unire il punk-rock alla musica tradizionale bretone, appunto. Blitzkrieg Bop strombazzata da un signore sloveno con la maglietta dei Descendents che zufola in quello strumento musicale dal sapore natalizio è qualcosa che non avrei mai pensato di vedere nella mia vita. Colpo di classe: il microfono appeso con lo scotch sulla tromba della cornamusa, per amplificarne il suono. Il loro primo album è in arrivo. Piva, piva l’olio d’oliva!

>>> Download THE BRETONES – VIDEO LIVE at Stara Sula 25/4/08 [parte 2]

[Video]
VASKA SUBKULTURA – video-live @ Stara Sula
[Puj] I
Vaska Subkultura sono un grezzo gruppo punk rock, dal suono fuori moda. Bene! Purtroppo, come tutti i gruppi della ex-yugoslavia che abbiamo incrociato, nemmeno loro hanno registrato nulla di ufficiale: si vede che da queste parti i gruppi incidono musica per fare un disco solo quando hanno qualcosa di realmente buono da registrare. Beh, giusto! Da noi le bands un giorno si mettono insieme, quello dopo hanno già un demo su myspace. Ah, che nostalgia i tempi in cui gli studi di registrazione andavano a carbone e per incidere un disco dovevi fare un mutuo… Ad ogni modo, qui sotto, un estratto video del live dei Vaska allo Stara Sula di Komen…

>>> Download VASKA SUBKULTURA – VIDEO LIVE at Stara Sula 25/4/08
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[Food, not bombs!]
LA ZUPPA D’AGLIO SLOVENA
[Puj] Ah, che mazzata! Ingredienti e dosi per quattro persone: 6 spicchi d’aglio, un cucchiaio di olio d’oliva, 2 tazze d’acqua, 2 ciuffi di prezzemolo, 1 foglia d’alloro, 2 fette di pane senza sale, un cucchiaio di burro, 2 albumi d’uovo ben montati. Con la parte piatta del coltello schiacciate gli spicchi d’aglio e
fateli appassire (ma non colorire!) con l’olio in una casseruola larga. Aggiungete l’acqua, il prezzemolo pulito e la foglia di alloro. Portate a ebollizione, riducete la fiamma, coprite e fate sobbollire per 40 minuti. Nel frattempo, spalmate il burro sulle fette di pane, tagliatele in 4 parti e fatele tostare in forno a 200 gradi fino a quando saranno ben croccanti e leggermente colorite. Filtrate la zuppa bollente per eliminare aglio, prezzemolo e alloro. Incorporare delicatamente e gradualmente una tazza di zuppa agli albumi, mettete il composto nella casseruola, mescolare e servite immediatamente guarnendo ogni piatto con 2-3 fette di pane tostato. Per una versione hard-core, aggiugeteci fagioli in scatola a piacimento. Addio mondo crudele!

1 Comment on

  1. UtErO SeLvAggiO aUtOPrOduZioNi
    Replied on 18/10/2010 at 14:10

    CRISTO!!!! ZUPPA D'AGLIO?! leggerina……… ahahahah!! sono morta dal ridere nel vedere la tua facciazza, ste, con quell'espressione da cartoon!! a domani!

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