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[Kalashni-tour report – part 2 of 6]

26/4: KRANJ (Slovenja) @ AKD Izbruh
[Puj] Kranj sorge in una piana circondata dalle montagne, vicino a Lubiana. Pioviggina e la cittadina ha un aspetto davvero desolato. Lo studentato che doveva ospitarci è chiuso, completamente deserto e l’atmosfera si carica d’inquietudine. Cerchiamo un posto dove mangiare e troviamo un bar che cucina salsicce slovene ed altre specialità locali. Il menù vegetariano non è il massimo e mi sento come se avessi deglutito del mastice. Kranj intanto sembra una cittadina in agonia, sempre più inespressiva, con tutti i negozi chiusi e qualche passante che ciondola da un bar all’altro. Grazie all’aiuto provvidenziale del proprietario del ristorante riusciamo a metterci in contatto con la direttrice dello studentato, una signorina Rottenmeier tutta sclerata. Quella, ci da le chiavi e poi sparisce lasciandoci soli soletti in quel complesso smisurato e sinistro. Nel pomeriggio ci infiliamo in una bettola di periferia dove si serve esclusivamente birra Lasko e noccioline confezionate. La Lasko comicia ad uscirmi dagli occhi e dalle orecchie.
L’Alternativno Kulturno Drustvo Izbruh, dove suoneremo, un tempo era una piscina pubblica: uh! Oggi è un centro culturale giovanile molto alla buona in mezzo alla boscaglia, di fianco ad un mostruoso centro commerciale. Nella piscina vera e propria c’è un concerto heavy metal di bands locali ma noi, in quanto luridi punx, siamo ospitati nella ben più fetida depandence d.i.y., (forse un tempo lo spogliatoio della piscina!), e ne siamo contenti perché è la solita stanza senza palco, piena di sudore e umanità in cui amiamo suonare. L’atmosfera è strana: nell’aria risuonano raffiche di doppia cassa death-metal, nessuno si preoccupa granché della nostra presenza, la scaletta della serata è avvolta nel mistero. Darci, il giovane incappucciato che ci ha organizzato il concerto, ci dà dei soldi per andarci a mangiare una pizza al centro commerciale. Boh! Tornati, mi accascio su un divanetto lurido in preda al mio tradizionale maldischiena e seguo il concerto dal pavimento. Suona una band indigena, i Najbolsi. Grandi. I successivi Prazne Flase, altra band dei paraggi, intrattengono i pochi presenti con due ore di scassatissimo anarco-punk semi-improvvisato: un suono così sgraziato da poter essere annoverato tra la musica d’avanguardia. Alla fine non sanno più che cosa suonare così sbiascicano riff un po’ a caso come fossero in sala prove. Il pubblico è scarso e leggermente nauseato, e noi, guardandoci in faccia, ciscuno con la sua Lasko di ordinanza nella mano e gli occhi stanchi, temiamo di non poter aggiungere molto altro alla serata. E invece…. quando attacchiamo accorrono tutti, si accende un entusiasmo insospettabile, mi passa il maldischiena, tutti ballano e si dimenano come pesci in quell’acquario di fumo e sudore! Confluiscono anche alcuni metallari dalla stanza accanto e ci sono ragazzi sloveni che cantano a squarciagola i testi delle canzoni! I punx ci prendono in ostaggio, così replichiamo la scaletta un paio di volte prima di salutarli. Troviamo calore, un vero tripudio. Wow! Che bello! Tutto è bene quel che finisce bene

[Video ]

NAJBOLŠI (h.c., Kranj) – video-live @ AKD Izbruh

[Puj] I Najbolsi! Crust velocissimo, rognoso, nessuno del gruppo suona insieme all’altro, una sberla sonora tutta scoordinata! Arrivano, appoggiano a terra una cassa di birra e in fretta e furia partono, come se avessero i minuti contati. Il cantante Miha sembra all’ultimo concerto della sua vita: corre, scalcia, cammina sulle pareti, salta da tutte le parti, beve lasko come un lavandino e sbrana le lattine (performance di cui c’è testimonianza nel video sul myspace del gruppo…). Un quarto d’ora di concerto e, come sono arrivati, lasciano il campo, tra birre rovesciate e lattine squarciate. Miha s’innamora di Milena e a fine concerto l’abbraccia e la bacia furiosamente…

>>> Download NAJBOLSI – VIDEO-LIVE at AKD Izbruh 26/04/08 (.flv)

[Video]
PRAZNE FLAŠE (Punk, Kranj) – video-live @ AKD Izbruh
[Puj] Che dire dei Prazne Flase? Punkabbestia berserker, non precisamente dei musicisti sopraffini, ma di grande attitudine. Incitati da alcuni scalmanati locali, suonano allo sfinimento e si congedano solo quando non sanno più che cosa fare. Anche per loro niente musica registrata e nessuna traccia sul web…


1 Comment on

  1. Adripunk
    Replied on 18/10/2010 at 14:10

    Andrea,un ragazzo di Roma che conosco da tanti anni e che non vedo da una vita,una volta mi racconto'che con un suo gruppo suonarono sotto Lsd tipo piu'di trenta canzoni di fila dei Ramones dentro una piscina di una villa alla periferia romana,mentre tutte le persone stavano sedute sul bordo…E'un ricordo che,oltre a sapermi di party da teenager viziatelli americani (un esempio dei danni della dimensione parallela cinematografica che invade l'immaginario collettivo),mi riaffiora ogni volta che vedo o sento parlare di una piscina ma allo stesso tempo non so se fosse vera al 100%,'sta cosa,e addirittura non sono neanche sicuro se fossero stati dei suoi amici,ad averlo fatto,invece che lui…Resta comunque il fatto che suonare sotto acido in una sorta di contenitore con tutta la gente attorno che ti guarda dall'alto,deve essere proprio una cosa che non te la dimentichi piu'…Cu-cu'!

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