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DISCHARGE + RATTUS – Live 24/8/08 in Tampere, Finland.
[Puj] In agosto ho trascorso un po’ di giorni in Finlandia. A Tampere, con il mio amico Andrea, chitarrista degli anarcopunx spezzini Anxtv (che vive là), sono andato a vedere il concerto dei Discharge. Di spalla c’erano i Rattus, antica h.c. band finnica degli anni ’80.
I Discharge, inglesi di Stoke-on-Trent, a sud di Liverpool, sono il gruppo che, a livello sia musicale che iconografico, ha maggiormente influenzato la musica punk/h.c. D.I.Y. degli ultimi 20 anni. A loro è intitolato un celebre ritmo di batteria (il D-Beat); a loro si deve la nascita di un genere: il crust; bands che utilizzano il prefisso Dis- nel loro nome ce ne sono a valanghe in tutto il mondo (tra le più note: Disfear, Diskonto, Disclose, Disrupt…).
Ascoltati oggi, i primi vinili dei Discharge possono sembrare piuttosto scontati; mantengono però quell’aura paranoica e catastrofica che li ha resi celebri: la guerra assunta a madre di tutti gli orrori, a male assoluto.
Di certo, il concerto dei Discharge 2008 a Tampere, non mi ha evocato granché della magia nichilista che li ha resi celebri (e tantomeno mi ha scosso quello dei Rattus!). Alla voce, Tony “the Rat” Martin (dei Varukers) ci ha messo impegno, ma tutto è risultato vano: sono rimasto impassibile come un ghiacciolo finlandese. Complice forse, la sala concerti con palco in abete e sipario rosso, collocato in un elegante club con guardaroba, ristorante e tavolini. Complice forse il pubblico educato, tipicamente nordico (eccezion fatta per un ubriaco che ha improvvisato un goffo stage-diving, annientando se stesso e alcune ragazze).
Insomma, le reunion sono sempre malinconiche ed è mille volte meglio riscoprire i gruppi del passato attraverso i loro vecchi dischi, piuttosto che servendosi di macabri juke-box umani che si trascinano da palco a palco! Ecco quindi che ho deciso di postare due album per ciascuna band: il primo e l’ultimo (prima di eventuali reunion) di Discharge e Rattus; il punto di partenza e di arrivo di due percorsi musicali piuttosto analoghi: dagli esordi, influenzati dal primo punk inglese, alla decadenza metal, prima dello scioglimento, avvenuto alla fine degli anni ’80 per i Rattus e negli anni ’90 per i Discharge.
Entrambe le bands si sono riformate all’inizio del nuovo millennio e hanno registrato dischi che dicono poco o nulla, risolvendosi in banale merchandising promozionale a supporto dei nuovi tour…

[Free music for punx]
DISCHARGE – Realities of War (7″ – Clay 1980)
[Puj] Il primo, acerbo singolo dei Discharge. Copertina epocale, replicata centinaia di volte dai punx di tutto il mondo e quattro brandelli di rumore disperato: “Le realtà della guerra” (La guerra è un buco nero di oblio / Le realtà della guerra sono talmente inquietanti / Loro la dichiarano, ma non sentono le grida di paura / Cadaveri mutilati e carne carbonizzata / ricoprono il campo i battaglia / ma lì i loro corpi non saranno trovati!) “Loro lo dichiarano” (Loro hanno il diritto, ma che fottuto diritto? / di dire che io devo combattere le loro fottute guerre / Loro lo dichiarano! / Perché io dovrei combattere le loro fottute guerre? / quando loro se ne sbattono della mia opinione sulla guerra? / Loro lo dichiarano! Perché devo essere complice dei loro delitti ed essere ucciso? / A loro non interessa se ne uscirò vivo o morto / a loro interessa solo “Morte o Gloria!” / Loro, loro la dichiarano! Guerra! Guerra! Guerra!), “”…Ma dopo il concerto” ed infine “Vittima della società”.
Due anni dopo, uscirà il primo album dei Discharge: “Hear nothing, see nothing, say nothing“. E allora il crust apocalittico entrerà in hit parade: al numero 40 della classifica inglese degli album più venduti e al numero 2 della classifica delle produzioni indie.
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Tracklist: 1. Realities of war / 2. They declare it / 3. But after the concert / 4. Society’s victim.

>>> Download DISCHARGE – Realities of War 7″ – 1980 (.rar – 7 mb.)

[Free music for punx]
DISCHARGE – Shootin’ up the world (cd – Clay 1993)
[Puj] Dopo questo album, ignorato da critica e pubblico, i Discharge gettarono la spugna. Ritroverranno le motivazioni soltanto nel 2002 quando publicheranno l’album “Discharge” (che fantasia), che li rimetterà in pista.
Shootin’…” è davvero goffo: boh!-metal che prova ad essere crossover come lo si intendeva a quei tempi, ma che in realtà assomiglia di più a funky spompato suonato da una band death-metal. All’epoca, non lo ascoltò nessuno.
Il disco non era così terribile, anzi, ben meglio del precedente, claudicante, “Massacre” (1991); ma sono gli anni dei Guns’n’Roses e del grunge: i Discharge non si intonano più con niente e vengono dismessi. Il loro culto sopravvive soltanto nell’underground più oscuro: nei bassifondi esistono già decine di Dis-gruppi devoti al sound catastrofico della band; ne plagiano la musica, le grafiche di copertina e addirittura il logo. Saranno questi gruppi, provenienti in massa dalla Scandinavia, dal Giappone, dagli Stati Uniti, ma anche dal resto del mondo, a riportare in auge dopo un decennio le sonorità dischargiane, con spirito di totale emulazione…
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Tracklist: 1. Manson child / 2. Lost in you / 3. Shootin’ up the world / 4. Psycho active / 5. Leaders deceivers / 6. Fantasy overload / 7. Down and dirty / 8. Never come to care / 9. Real live snuff / 10. Exiled in hell / 11. Reprise.
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[Free music for punx]
RATTUS – Khomeini rock / Muotipunk (7″ – Hilipili rec. 1980)
[Puj] Rattus, banalmente vuol dire “ratto”, però grosso, di fogna. Ma non in finlandese, bensì in latino. Infatti, il nome è ispirato al titolo del primo disco dei proto-punks inglesi The Stranglers, “Rattus Norvegicus”.
Annoverati tra i principali esponenti della scena h.c. finlandese degli anni ’80, i Rattus si formano alla fine del decennio precedente e incidono il primo e.p. nel 1980, influenzato dalle sonorità del primo punk inglese. Un 45 giri con due pezzi dai titoli semi-demenziali (“Khomeini rock” e “Fashion punk”) e una copertina dall’appeal davvero scarso, probabilemente una delle peggiori a memoria d’uomo. Anche la musica non fa fare piroette di gioia: punk-rock anonimo e scassato, poi rigettato dalla band.
Nell’81 i Rattus ascoltano i Discharge, abbandonano le influenze punk-rock e si danno all’h.c. paranoico. Nel frattempo suonano in giro e migliorano. Tra l’81 e l’84 pubblicano le loro cose più riuscite, tra cui: l’e.p. “Rajoitettu ydinsota” (tradotto: “Guerra nucleare circoscritta” …?), l’e.p. “Rattus on rautaa” (tradotto: “I Rattus sono di ferro” …?!) e l’album “WC räjähtää” (tradotto: “Il w.c. esplode” …!?!?!). Insomma: i titoli non erano il loro forte. Nell’84, durante un tour europeo, suonano al Virus di Milano, una settimana prima dello sgombero (ricordano i punx italiani come grandi ballerini!).
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Tracklist: 1. Khomeini rock / 2. Muotipunk.

>>> Download RATTUS – Khomeini rock / Muotipunk 7″ – 1980 (.rar – 4 mb.)

[Free music for punx]

RATTUS – Stolen life (lp – Neg.Fx. records 1987)
[Puj] Alla metà degli anni ’80, succede ai Rattus quello che successe ai Discharge e a tante punk bands dell’epoca: s’innamorano del thrash-metal e si ispirano a Venom, Slayer e Metallica.
Da una parte, non sono abbastanza bravi a suonare per piacere ai metallari, dall’altra, i pochi punx rimasti storcono il naso e, da sotto il palco, sbraitano: ridateci i pezzi vecchi!
Stolen life è un classico album h.c. underground della fine degli anni ’80 e fa tenerezza: riff para-metal eseguiti in modo non impeccabile, tentativi falliti di aggrovigliare le ritmiche, tematiche post-atomic-dark sui generis. Un sound che più anacronistico oggi è difficile immaginare! Le parti cantate sono davvero buffe, sbiascicate ed insane.
I Rattus si scioglieranno dopo la pubblicazione di questo disco per poi tornare insieme nel 2001, colti dalla febbre della reunion (che ultimamente fa strage di buoni gruppi del passato). Oggi suonano con una certa frequenza ed eseguono esclusivamente i pezzi dei loro dischi strettamente punk/h.c…
Tracklist: 1. Troops of dark force / 2. Stolen life / 3. Bad dreams / 4. Black clouds / 5. A moment before death / 6. Poor boy / 7. Sleep in boothill / 8. Nobody can help / 9. Geronimo / 10. Will…?

1 Comment on

  1. Adripunk
    Replied on 18/10/2010 at 14:10

    Non ho letto nulla ma dico che i Discharge son morti.Eran quelli degli '80.Ritirarli su col cantante dei Varukers mi ha da subito dato l'impressione di tenere in vita qualcosa che era giusto avesse avuto il suo percorso.Non so,poi magari per altri grupi/situazioni potre anche essere d'accordo ma in qusto caso proprio non ci riesco.Comunque viva Rogeiro Scamurza.Non lo dimenticate mai.

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