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GREECE!
Atene. Il tredicesimo giorno (19 dicembre) di scontri fra i movimenti anarchici/studenteschi e la polizia è stato uno dei più drammatici. Di fronte al Parlamento, centinaia di dimostranti hanno lanciato vernice contro la polizia, mentre gli agenti facevano uso di gas lacrimogeni. I pompieri sono riusciti a fermare un gruppo di manifestanti che tentava d’incendiare l’albero di Natale sulla piazza, che sostituisce quello dato alle fiamme durante le proteste della settimana scorsa. La ripresa della violenza ha provocato il panico fra le centinaia di persone che affollavano l’area per lo shopping natalizio. La protesta si è infiammata con la morte di un quindicenne, Alexis Grigoropoulos, ucciso dalla polizia il 6 dicembre. Da quando è iniziata, oltre 100 persone sono rimaste ferite e 400 arrestate. Centinaia di negozi e banche sono stati vandalizzati. Ieri sono state date alle fiamme tre auto e un furgone della sicurezza. Il sindaco di Atene Nikitas Kaklamanis ha esortato a sospendere la protesta durante il periodo natalizio per permettere ai negozianti di rifarsi delle ingenti perdite economiche finora subite, calcolate attorno ai 500 milioni di euro, secondo le stime più ottimiste, 1 miliardo secondo quelle più pessimiste…”.
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[Puj] Quest’anno in Grecia si è festeggiato un Natale insolitamente caldo: al posto dello spumante si sono stappate le molotov e panettoni al tritolo sono stati lanciati nelle finestre della questura.
Abbiamo avuto contatti abbastanza ravvicinati con la Grecia, essendoci stati a suonare due volte negli ultimi due anni e avendo qualche amico da quelle parti; si tratta di una realtà da molto tempo solcata da tensioni profonde che oggi, dopo l’assassinio di Alexis, sono esplose in conflitto aperto.
Anche senza impegnarsi troppo, durante le nostre brevi permanenze, una certa tensione nell’aria era stata percepita: poco prima del nostro primo arrivo ad Atene, qualcuno aveva scagliato una molotov in una caserma della polizia e gli sbirri erano in subbuglio. L’anno dopo, ad Atene volevamo visitare il quartiere anarchico di Exarchia, ma ci è stato ampiamente sconsigliato, perché in quei giorni la situazione era (tanto per cambiare!) critica, e si poteva rischiare duro; per altro, pochi mesi prima, un attentato incendiaro aveva reso inagibile un’ala di Villa Amalias (un intero isolato occupato nel pieno centro di Atene, dove suonammo nel 2007); e per finire, un nostro dopo-concerto, lo scorso settembre, fu funestato dal pestaggio di un ragazzo anarchico ad opera di una ronda skinhead, poco lontano dalla Fabrica Yfanet, l’enorme squat dove suonammo a Thassaloniki…

[Free music for punx]
VALPOURGHIA NYKTA (d.i.y. punk – Athens, Greece) – s/t (cd autoprodotto 2004)
[Puj] Nel ricordare gli amici greci, ho tirato fuori il primo album di una delle nostre anarco-band d.i.y. preferite: i Valpourghia Nykta di Atene, con cui suonammo l’anno scorso a Patrasso. Ci pensano loro stessi a presentarsi:
Valpourgia Nyxta è una band che si è formata nel settembre 2002, ed ancora suona musica dopo 6 anni, dopo aver aggiunto un violino nella line-up e dopo aver cambiato due componenti. Immagino che non sia così importante per noi il fatto di perdere troppo tempo a presentarci su internet, perché i Valpourgia Nyxta vogliono avere un carattere sociale e preferiscono un contatto diretto con la gente. Solitamente cerchiamo di ottenere questo suonando in luoghi aperti come squat, università, free festival e in edifici occupati, e al contempo diffondendo e alimentando la cultura dell’autogestione e dell’auto-organizzazione. I nostri testi sono in gran parte sul rispetto della convivenza umana senza discriminazione razziale, geografica o sessuale. Ci disgusta ogni comportamento razzista, così come la crudeltà verso gli animali, qualsiasi forma essa abbia. La distruzione delle foreste e degli oceani, e di tutto il nostro pianeta è un dato di fatto, ma spetta a noi fermarla.
Valpourgia Nyxta è una band che ama la musica, ma la sua prima preoccupazione è il rapporto delle persone coinvolte in essa e il rapporto della band con il resto della gente. Si tratta di un gruppo di amici che cresce insieme. Questo è un rapporto che ci mette alla prova, che ci permette di cambiare noi stessi e cambiare la situazione intorno a noi. Potrai conoscerci grazie alla nostra musica e ai nostri testi; noi però preferiamo sempre incontrarti di persona; ci piacciono le persone che danno senza chiedere e le persone che conservano la loro mente e il proprio cuore aperti. Ora basta, abbiamo già detto che non vogliamo dire tutto qui. Speriamo piuttosto di incontrarvi in futuro. La comunicazione è un’arma. A presto …”.
Qua sotto, il loro album di esordio, stampato nel 2004: punk/h.c. autarchico, rabbioso, epico. Eccezionale l’accostamento tra i testi fortemente politicizzati e l’immaginario gotico/decadente, tangibile anche in alcuni frangenti musicali: nella drammatica “Allaze mesa sou” e nella conclusiva “Dikos croma“, autentico capolavoro di musica-da-camera punk, colonna sonora ideale di una anti-favola di Natale un po’ alla Tim Burton. D’altronde, il nome “Valpourghia Nykta” è la traduzione greca di Walpurgisnacht, la notte delle streghe della tradizione Germanica, che cade tra il 30 aprile e il primo maggio.
Quello dei Valpourghia è un sound originale, paradigmatico della vitalità e del carattere della scena d.i.y. ellenica…

Tracklist: 1. Molunse tes skepses, molunse tes fuses / 2. Catarghese / 3. Eisbolé / 4. Kosmiché pragmaticoteta / 5. Bammeno pani / 6. Elpidofores skepseis / 7. Allaze mesa sou / 8. Dikos croma.

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