Share / condividi e diffondi

[Free music for punx]

ANXTV (Anarco-punk, LaSpezia) – Neve Rosso Sangue (d.i.y. 7″ – 2007)
[Puj] Nel 2007 usciva questo viniluccio degli Anxtv. Tre pezzi (oltre ad intro ed outro): “Work/Alienazione“, “Ore Rubate” (cover dei Biocidio, precedente band della batterista Verushcka) e la suite anarcopunk “Neve rosso sangue”. Copertina naif e bellissimo artwork interno nel classico stile b/n del gruppo.
Il primo lato del disco è un concept no-work. “Ore rubate” condanna una “società di fame e di guerre, di poveri e di ricchi, una società di menzogne” nella quale “le persone diventano macchine” e si svegliano al mattino solo per vivere “giornate frustranti, frenetiche e alienanti“. In “Work/alienazione” Daniela canta di un sistema che in nome del profitto e facendo leva sul miraggio del benessere, “usa i nostri corpi, i nostri occhi, le nostre mani, le nostre gambe, le nostre bocche, i nostri cuori, i nostri cervelli, i nostri organi genitali“; un sistema nel quale “chi esce dalle righe lo fa per vivere o morire“, e chi resta dentro, per sopravvivere, si abitua “a rendere al massimo e a chiedere poco“, “ad essere umiliato ogni giorno che passa“.
Nelle note all’interno del disco Andrea dice: “In nome del lavoro e della sopravvivenza ogni genere di violenza viene commessa. Il punto non è essere contro il lavoro: perché senza il lavoro in comune e per se stessi ed un senso profondo di responsabilità non esisterebbe nessun contesto autogestito che non necessita né di servi né di padroni“. Il vero problema è la distribuzione del profitto, lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo alimentato dalle gerarchie di potere, l’uso ideologico del feticcio-lavoro e le nevrosi ad esso sottese. L’ossessione-lavoro finisce per risucchiare le energie creative delle persone, svuotandole da ogni vitalità; prosegue infatti Andrea: “Ancor più preoccupante è quando lo stesso essere umano, la persona, vittima di una perversa meccanizzazione mentale, si autoimmola per questo flagello chiamato lavoro. Ed ecco che si hanno le crisi del periodo corrispondente alla pensione in cui, chi non ha mai coltivato nessun interesse personale o il semplice amor proprio si trova vuoto ed improvvisamente inutile… chi fuori dalle fatidiche otto ore non ha nient’altro che la tv imposta da chi del lavoro/sfruttamento e della produzione/consumo ha fatto il proprio obiettivo di esistenza“. La pensione come “macabro avviso di chiamata per il mondo dei morti, alla fine di un’esistenza regalata alla fatica per conto di terzi e alle malattie delle quali nessuno risarcirà mai nulla“.
Nel seguito del discorso Andrea introduce il tema del secondo lato del disco, interamente occupato da “Neve rosso sangue” scritta dal bassista Marco; parla con sgomento della mattanza delle foche bianche da parte dei bracconieri dell’industria della pelliccia. Nella società della futilità e dello sfruttamento, dove tutto è lecito in nome del mercato, la violenza sull’uomo esercitata attraverso il lavoro, una violenza perpetrata su soggetti senzienti e comunque sempre in grado di ribellarsi, non è nulla di meschino se confrontata alla violenza rivolta nei confronti di chi è incosciente e indifeso: gli animali. “Esseri avidi e crudeli colpiscono le pacifiche creature, il sangue sprizza copioso nella neve, il vento si mischia alle urla di dolore…”.
Spero sempre che ogni gruppo che per qualsiasi motivo si autoproclami “punk” si impegni quanto gli Anxtv a fare dei propri dischi una fonte così densa e vitale di messaggi, pensieri e sensazioni. Spesso, tra un pezzo e l’altro, tra la preoccupazione di accordare la chitarra e quella di pettinarsi il ciuffo, si riduce la musica ad una vacua sequela di riff. Gli Anxtv mi piacciono davvero perché hanno ben altre aspirazioni: la loro musica trasuda pensiero sulle cose e volontà di comunicare, nota per nota. Convengo pienamente con Andrea quando chiede all’ascoltatore di “non lasciare che tutto questo insieme di parole, suoni e immagini esista come sterile prodotto da usare un paio di volte per poi essere accantonato in una pila di altri dischi impolverati“. “Prova a soffermarti qualche istante in più domandandoti non una ma più volte il perché di tutto ciò...”. Sono preoccupazioni come queste a fare la vera differenza tra la nostra musica e tutta quell’altra musica di merda che sta là fuori.
.
Tracklist: 1.Intro+Work/Alienazione / 2. Ore rubate+outro / 3. Neve rosso sangue.

Leave a Reply