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[Greetings from Utopia!]

D.I.Y. POSTCARDS! part 2
[Puj] Lo scorso settembre suonammo al centro sociale autogestito di Udine; fu una serata davvero piacevole, a suon di birrette e gente simpatica. Il c.s.a. di Udine ha sede nella vecchia casa del capotreno che sorge a ridosso dei binari dei treni merci. Di notte dormimmo ai piani superiori e la vista era davvero suggestiva: desolazione, scambi ferroviari e tralicci dell’elettricità! Lì trovammo questa bellissima cartolina eco-radicale confezionata a mano, con colla e forbici, da un collettivo femminista che si firma “Feminis Friulanis Libertariis” (cliccare sull’immagine per ingrandire/click on thumbnail to enlarge).
Riporto di seguito un comunicato del collettivo: una dichiarazione di estraneità alla cultura della superstizione, della discriminazione e dello sfruttamento delle donne, degli uomini e dell’ambiente:
Non siamo colonia di nessuno! Una nefasta convergenza di potere spirituale, temporale ed economico vorrebbe condizionare e comandare sulle nostre scelte di vita e sul nostro territorio. La chiesa; sempre più pesantemente si insinua e comanda le scelte del privato; ne coniuga le direttive con le scomuniche, gli anatemi e l’inferno. Sposare, non divorziare, ubbidire, non abortire; astinenza, no convivenza, etero=bene, gay=male; penitenza, e se capita, sofferenza fino alla fine di una vita data da Dio, orientata dal papa, gestita dal prete… altrimenti c’è l’inferno. Il potere politico deve fare le leggi in ubbidienza al verbo di cui sopra, pena la scomunica, (vedi in Messico dove hanno osato depenalizzare l’aborto). Nell’Italia moralista pullulante di politici ipocriti proni alle sottane dei cardinali, che devono aspettarsi le donne? Un passo avanti verso l’ampliamento di diritti civili per tutti/e o un ritorno indietro ad una situazione pregressa a quella di battaglie faticosamente vinte e mai sufficientemente rispettate?… un’anticamera dell’inferno. Il potere economico che invece si prende il pubblico, quello che è di tutte/i, e lo usa a suo scopo privato trasformando l’ambiente in un inferno in terra. Si mangia l’acqua, cementifica la terra e inquina l’aria per i suoi interessi e kapitali. Elettrodotti, casse di espansione sul Tagliamento, autostrade, cementifici, cave, inceneritori, rigassificatori, TAV: l‘ultima invasione… è lungo l’elenco nel Friuli in questi giorni di proteste diffuse contro una classe politica sempre più arrogante, loffia e corrotta. NO VAT, no vaticano, quindi, “fuori i preti dalle nostre mutande”, come più volte ribadito in tutte le manifestazioni nazionali; libertà nelle proprie scelte e diritti civili per tutte/i; NO TAV, no treno al alta velocità; uno stupro civile alle popolazioni e ai paesi che si troveranno spaccati in due, ridotti a corridoio di passaggio, uno stupro alla terra con km e km di gallerie in ambiente carsico, cave e cantieri in tutto il Friuli, e infine uno stupro economico per tutti perché per 60 anni almeno attingeranno alle nostre tasche. NO VAT – NO TAV – Giù le mani dalle donne – giù le mani dalla terra!“.

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