Share / condividi e diffondi

[Free music for punx]

GERMAN OAK (kraut-rock, Dusseldorf) – s/t (Lp autoprodotto, Germania Ovest 1972)
[Puj] Ed ora qualcosa di completamente diverso: un incredibile album bellico pre-crust, nonché proto-punk. Nell’estate del 1972, un trio del tutto fumato e fatto di acidi imbraccia gli strumenti per stripparsi definitivamente. Siamo a Dusseldorf, nella Germania post-bellica. I ragazzi appartengono ad una generazione solcata dal risentimento nei confronti dei padri, che vuole tagliare i ponti con il nazismo e il recente passato della propria nazione. Una generazione che vuole accartocciare tutto e ripartire da zero. In una specie di delirio simbolico e catartico, i tre scelgono di registrare il proprio disco in uno dei tanti rifugi antiaerei rimasti in disuso dopo la guerra, il Luftschutzbunker. Il quel luogo sinistro danno vita ad una sbilenca jam strumentale a base di chitrra, basso e organo.
Nasce così l’esordio dei German Oak, una terrificante, epica, marcia strumentale, permeata dall’aria torbida, carica di paranoia, del bunker anti-raid in cui è stata partorita. Quattro pezzi dai toni foschi: Airalert (Allarme aereo), Down in the bunker (Giù nel bunker), Raid over Dusseldorf e 1945: Out of the ashes (1945: fuori dalle ceneri), a formare un concept-album sui bombardamenti aerei, suggellato da una copertina minimal in bianco e nero, raffigurante il profilo di un soldato del Terzo Reich.
Il disco fu una produzione D.I.Y. ante-litteram: la band ne stampò 220 copie, delle quali almeno duecento rimasero invendute; la maggior parte dei negozi si rifiutò infatti di prendere l’album in conto vendita: si trattava di un prodotto musicalmente sbrindellato, a sfondo smaccatamente bellico e paranoico; e pure un po’ ambiguo con quella nazi-copertina marziale che, oggi diremmo, moooolto crust! A tratti il suono è così brutale e primitivo da risultare inquietante: sembra di vedere i fantasmi dei soldati alzarsi dalla polvere e starsene lì, nell’oscurità del bunker, a seguire la performance dei tre drogati. La registrazione è un po’ quella che è, e contribuisce a dare un alone necromantico al tutto…

Leave a Reply