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[Free music for punx]

GANG OF FOUR (post-punk, Leeds, U.K.) – Damaged goods (Fast Products, e.p. 1978)
[Puj] Ripescare Skank Bloc Bologna degli Scritti Politti, mi ha riportato alla mente un altro
storico singolo di post-punk marxista: Damaged goods, prima uscita discografica dei Gang of Four, Leeds, U.K. Parlare di queti dischi è sempre divertente, perché sono pieni di trovate concettuali, grafiche e musicali che oggi tanti gruppi D.I.Y. potrebbero prendere ad esempio: invito pertanto anarco-punx e crusties integralisti a deporre le fette di prosciutto (o di seitan, se vegani) dalle orecchie e ad ascoltare attentamente…
I Gang of Four nascono a Leeds nel 1977. Periodo pre-Thatcher, un gran casino di scioperi, manifestazioni e recessione galoppante. All’università sono tutti di sinistra, ma con le idee, per fortuna, confuse: un po’ di Marx, di Mao, un po’ di Adorno, di Marcuse e tanti fumetti, tutti frullati insieme in un cocktail inebriante.
Gang of four fa riferimento alla Banda dei Quattro,
gruppo di politici dissidenti della Cina post-maoista, condannati a morte dal regime. Il nome è semplicemente una suggestione e fa capire quanto il riferimento al mondo socialista fosse per i Gang of Four, come per tante altre band del periodo, un fatto prevalentemente estetico o spesso solo provocatorio, aldilà delle effettive posizioni politiche sinistrorse dei musicisti. I Gang of Four, infatti, non erano militanti seriosi e tromboni, ma studenti un po’ anarcoidi che trascorrevano più tempo al pub che in università (erano celebri come bevitori di birra da competizione).
Quando si trattò di mettere insieme il packaging del loro primo singolo la band scrisse una lettera a Bob Last della Fast Products (indie label di Edimburgo che li aveva messi sotto contratto) alla quale allegarono la fotografia di un matador alle prese con un toro e precise istruzioni per assemblare il tutto: “Caro Bob, qui dentro trovi una fotografia che ci piacerebbe sia sul singolo. Il matador dice: “Lo sai, siamo entrambi nel business dell’intrattenimento, dobbiamo dare al pubblico quello che vuole. A me non piace fare questo, ma guadagno il doppio che lavorare dalle nove alle cinque”. Il toro dice: “Penso comunque che dobbiamo prenderci la responsabilità delle nostre azioni” […]. La foto può essere ritoccata per essere meglio riproducibile. Non vogliamo insistere su questa foto, sono le parole ad essere importanti!. Se hai una foto che per te è meglio ok, ma telefonaci prima…”.
La band proponeva quindi un giochino di detournement con intento critico nei confronti dell’industria del divertimento e delle crudeltà ad essa collegate. Semplice, ma efficace. Bob però, si fece beffe delle velleità avanguardistiche del gruppo e ordì un contro-detournement che li doppiò in curva. Pubblicò infatti, sul retro del singolo, la foto del matador con la lettera di istruzioni della band, esattamente come gli erano state recapitate! I Gang volevano mettere alla berlina le logiche di profitto, spietate ed individualistiche, che guidano le azioni degli esseri umani nella società dei consumi, lui decise di svelare il loro piano, mettendo alla berlina i meccanismi sottesi alle loro pratiche. Una storiella davvero divertente. Naturalmente, i quattro di Leeds non la presero bene. Ovvero s’incazzarrono a morte.
Detto questo, “Damaged Goods” è una versione acerba del sound di Entertainment! (1979) primo album della gang, capolavoro indiscusso di funk-punk che, senza tanto clamore, ha influenzato tutto il rock degli ultimi 30 anni (esagero?). Dai tre pezzi (tormentate canzoni d’amore nella società scissa ed alienata in cui viviamo) emergono comunque le caratteristiche peculiari del sound della band: anarco-punk scarno, pieno di vuoti, riff di chitarra nervosi e andamento un po’ robotico…

>>> Download GANG OF FOUR “Damaged Goods” 7″ e.p. in mp3 + art (.rar – 13 mb.)

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