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[Cold-war era files – part 4]
THE A-DAY! (fumetto – U.s.a. 1950)

[Puj] Ancora Guerra Fredda in questa torrida estate! Scartabellando tra gli incredibili reperti a fumetti degli anni ’50, ho trovato il primo numero della rivista Amazing Adventures risalente al 1950. L’albo raccoglie buffe storie a sfondo fantascientifico (davvero folli, ma non memorabili). Un genere che spopolava in quegli anni. Sfogliandolo, però, mi sono imbattuto in un incredibile, rarissimo racconto di fantascienza pacifista a sfondo apocalittico! Wow! Sentite qui: Bob, un funzionario delle Nazioni Unite e la sua amica archeologa, Lizbeth, sono i prescelti per salvare il mondo dalla guerra nucleare. Prescelti dai mitici abitanti di Atlantide, un tempo prosperosa civilità che abitava la terra ferma, oggi popolo subacqueo che vive nei recessi degli abissi.
Atlantide fu costretta a sprofondare nell’oceano per le conseguenze di una guerra nucleare con la rivale civiltà di Mu. Atlantide e Mu furono spazzate vie dalle bombe atomiche; solo un gruppo di superstiti atlantidei poté ricostruire la civiltà negli abissi, al sicuro dalle scorie nucleari. Grazie all’energia atomica, da quel momento utilizzata a scopi civili, prosperarono: la utilizzarono per ripulire l’aria dai germi (?) così da debellare ogni tipo di malattia (?), per coltivare frutta e verdura meravigliosa e nutriente (?) senza insetticidi e concimi… fino a permettersi di lavorare soltanto cinque ore alla settimana, dato che
con l’energia atomica tutto funzionava alla grandissima!
Dopo secoli di isolamento, gli Atlantidei, captano radioattività proveniente dalla superficie: sono gli americani che hanno sganciato la bomba su Hiroshima! Scoprono quindi che esiste una nuova civiltà sulla terraferma e che è in possesso della tecnologia nucleare che tanti danni provocò al loro popolo.
Così, Kan Dal, inviato speciale di Atlantide, regala ai terrestri i segreti dell’utilizzo dell’energia nucleare a scopo benevolo così che, se la Terra vivrà florida e felice come Atlantide, non ci sarà più bisogno di scatenare guerre e tutti avranno ciò che vorranno. Sul più bello, però, i Russi sganciano, infrangendo i sogni di pace dei due americani e del generoso atlantideo con i baffetti da sparviero. Tutto si chiude con Bob che, dal citofono di Atlantide, chiama Stalin chiedendo di piantarla di bombardare la terra con le sue cazzo di bombe atomiche. Come andrà a finire?
Beh, la storia è davvero cheap, di serie Z, ma originale e soprattutto molto lontana dalla misera propaganda maccartista e guerrafondaia delle tavole di Atomic War; è animata da un afflato pacifista, benché non estranea al tradizionale anti-comunismo dell’epoca (sono sempre i russi a rovinare tutto).
L’aspetto più strambo è l’ottimismo smisurato che traspare nei confronti dell’energia nucleare: dopo la seconda guerra mondiale in effetti, gli Stati Uniti avviarono progetti di ricerca nel settore nucleare per la produzione di energia, che incontrarono l’entusiasmo dell’opinione pubblica. Nel 1953 il Presidente Eisenhower pronuncerà un celebre discorso in merito all’utilizzo dell’energia nucleare a scopi civili, nel quale afferma: “Non è sufficiente togliere l’arma atomica dalle mani dei miltari, va messa nelle mani di coloro che sanno adattarla alle arti della pace“. In quegli anni l’ottimismo sfrenato nei confronti dell’energia atomica toccherà il vertice massimo, tanto che Lewis Strauss, presidente della Atomic Energy Commission statunitense, in un convegno scinetifico del 1954, sosterrà: “Non è troppo aspettarsi che i nostri figli usufruiranno nelle loro case di energia elettrica troppo economica per poter essere misurata!“.
L’ottimismo andò scemando negli anni successivi, quando i problemi tecnici, le prime avarie, la dismissione delle scorie radioattive crearono un certo imbarazzo. Poi arrivarono i primi disastrosi incidenti nelle centrali nucleari (Windscale, Inghilterra, nel 1957 e Kyshtym, Russia, nello stesso anno) e le catastrofi di Three Mile Island (U.s.a. 1979) e di Chernobyl (Russia 1986).
Che dire? Forse gli umani non sono bravi a sfruttare l’energia atomica come lo sono gli Atlantidei. O forse l’energia atomica è una merda. Comunque sia, sappiate che, per quanto mi riguarda, l’idea di lavorare cinque ore alla settimana come gli Atlantidei, giustificherebbe la costruzione di qualsiasi reattore nucleare nella mia città, anche il più scassato, ed anche nel mio cortile di casa…
Qui sotto, The A-Day! in .pdf in doppia versione: inglese e tradotta in italiano (da me)! Buona lettura…

>>> Download “The A-Day!” comics in .pdf (6 pagg.) [ITA] + [ENG] (.rar – 9 mb.)

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