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[Sarta of Kalashnikov collective old side project]
IL SEGRETO DELLA VITA
[Sarta] “Ahhh, quando metto a posto la mia collezione di cd trovo sempre delle chicche di cui mi ero completamente dimenticato, eheheh…..Ora vi racconto una storia, mettetevi comodi che mi setto in versione nonno.
Dovete sapere che, tanto tempo fa, un giovane Sarta (che poi sarei io) cercò di mettere su un gruppo black metal: era la fine degli anni novanta e il giovine, da bravo pischello un po’ nerds, aveva una passione sfegatata per quel genere musicale. Ma non pensate ai Marduk, ai Dark Throne o agli Immortal e nemmeno ai vari Cradle of Filth e Dimmu Borgir, gruppi che allora andavano per la maggiore: Sarta è l’uomo dei sandali e delle magliettine sgualcite, non è mai allineato sui binari della moda, piuttosto ne è sempre – tragicamente – al di fuori. Per cui, niente riff oscuri, chiese bruciate e satanismo scandinavo: la musica che aveva in mente il giovincello era da cercarsi nel sottobosco più underground, era un tipo di black metal sinfonico che, pur facendo largo uso di blast-beat e screaming vocals, era molto melodico e costruiva motivi spesso lunghi e articolati, suonati con i chitarrini a mandolino e infarciti di arrangiamenti di tastiera un po’ tronfi. Erano dischi oggi misconosciuti come “Under the dark mystic sky” dei giapponesi Tyrant e soprattutto “Witchcraft” dei norvegesi Obtained Enslavement, il cui cd (geniale, lo dico ancora oggi) ho davvero usurato. Alla fine, siccome questo genere musicale piaceva solo a me, non trovai nessuno interessato a questo progetto. Comunque, non mi diedi per vinto e acquistai alla modica cifra di seicento mila lire un registratore multi traccia analogico su cassetta: quell’oggetto mitologico, oggi archeologia paleo tecnica, mi servì per registrare (alla cazzo, ma questa è un’altra storia) i pezzi che avevo composto all’epoca, vere e proprie “suite” di 8 minuti infarcite di melodie articolate e arrangiamenti sinfonici. Nacque cosi “Il Segreto della Vita”, reinterpretazione partenopea di quel sound estremamente di nicchia, un disco strumentale di quattro tracce privo di batteria e voce (per problemi tecnici) ma con tanto di artwork, che diffusi un po’ in giro nel sottobosco musicale dell’epoca: mi ricordo che fu pure recensito su Metal Shock e qualche sconosciuto fedele di satana me lo richiese per posta. Poi il silenzio.
Che senso ha rispolverare oggi questo disco poverissimo, mal registrato, con dei suoni osceni, di cui mi ero praticamente dimenticato? Beh, innanzitutto perchè è una creazione folle e sfido chiunque a trovare qualcosa di simile in giro. Poi, se riuscirete a soprassedere all’impatto terribilmente low-fi e demodè, troverete degli spunti musicali interessanti, molte melodie e qualche bel momento d’intensità. Ovvio che, più probabilmente, vi farete quattro risate alle mie spalle, eheheh….che altro dire? Buon ascolto!”

>>> Download “Il Segreto della Vita” in .rar (50 mb.)

2 Comments on

  1. sarta
    Replied on 18/10/2010 at 14:10

    Uellà, che orecchio! Sì, in effetti la melodia è molto simile…ma ci sono altri piccoli "ricicili" nelle canzoni dei K., chissà se riesci a scoprirle…eheheh…

  2. pro_sid
    Replied on 18/10/2010 at 14:10

    davvero bello, a me piace molto… forse perchè le sonorità sono in stile Kalashnikov (o meglio, viceversa 😛 )

    Ma toglimi un cruccio: l'inizio della traccia 4 è poi diventato l'inizio di "verso i giorni di Dioniso", vero? perchè secondo me è identico.

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