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[Free music for punx]

TOTAL CHAOS (U.k. anarcopunk) – Complete discography (1980 – 1984)
[Puj] Rovistando nella spazzatura si rinvengono piccoli tesori ammuffiti… Come la discografia di uno sfigatissimo gruppo del nord-est inglese degli anni ’80, i Total Chaos (niente a che vedere con gli omonimi fashion punx californiani, naturalmente). Come molti loro coetanei, i Total Chaos di Gateshead durarono il tempo di ricevere qualche sputazzo da sotto il palco e d’imparare a tenere in mano gli strumenti. Purtroppo, gettarono la spugna nel momento in cui la loro musica si stava facendo davvero interessante: “Sai, quando ho chiesto agli altri – dice il batterista Gaz – quando e perché ci siamo sciolti… nessuno se lo ricordava! Incredibile, no? Ciascuno di noi ad un certo punto si é trovato immerso in altri impegni: Keeks finì al college, Nolie si era ammalato di una patologia intestinale che gli impediva di restare sul palco troppo a lungo (…), Jed uscì di melone, e non é più rientrato… Per quanto mi riguarda, divenni padre a 18 anni. Ci portavamo dietro mia figlia Nicole ai concerti e tutti i punk facevano un giaciglio con i loro giubbotti per farcela dormire sopra. Mi sembrano tutte buone ragioni per spiegare il nostro scioglimento…“.
E’ oggigiorno diffusa la tendenza a mitizzare il punk degli anni ’80, ma a bands come i Total Choas (e a mille altre dell’epoca), tutta questa mitologia farebbe ridere. Basti pensare che il “miglior concerto” dei Total Chaos viene così descritto da Gaz: “Il nostro miglior concerto é stato sicuramente quello di Marlborough vicino a Newcastle. Proprio mentre stavamo suonando, il gestore del posto ci chiese di andarcene. Sembrava che qualcuno dei clienti stesse facendo casino, spaccando bicchieri… Per noi era un vero problema perché eravamo con i mezzi pubblici e gli autobus per riportarci a casa sarebbero passati molto più tardi. Così suggerimmo al pubblico di continuare il concerto in un posto chiamato Garage, che però non era dietro l’angolo. Ogni punk del pubblico ci aiutò a trasportare i pezzi dell’attrezzatura camminando per mezzo miglio fino al Garage, per rimontare tutto e continuare a divertirci. Durante il tragitto non andò perso neppure un bullone!“.
Nella loro fugace apparizione sulle scene, tra il 1980 e il 1984, i Total Chaos fecero in tempo a registrare una cassetta demo e tre e.p., nei quali infilarono una quantità sorprendente di idee bizzarre e perdenti in partenza. Ad esempio, i punx dell’epoca non poterono che rimanere del tutto interdetti di fronte ad un disco come “Bombs and fields”, che consisteva in una raccolta di pezzi ambient, rumori, bambini che piangono, pezzi strumentali interlocutori e, naturalmente, canzoni anarcopunk irreparabilmente scassate.
Malgrado tutto, oggi, i loro dischi suonano magici ed evocativi, come l’incantesimo di uno stregone ubriaco. Pezzi come “Solo in una landa oscura” (un collage di assoli di chitarra schizoidi, rumoracci sinistri e mugolii) oppure “Dopo la bomba” (marcia funebre su una base di chitarre violentate ed echi disperati) sono qualcosa di unico. Che dire invece di “Revolution Part 10” (?) brano per sola batteria e voce contenuto nel loro primo e.p.? O della sghemba marcetta anarcopunk di “Brixton Prison“? Per non parlare di “Io muoio“, ballad notturna per chitarra scordata… I Total Chaos: il classico caso in cui le idee suppliscono alle limitate capacità tecniche e alla pochezza dei mezzi a disposizione…

>>> Download TOTAL CHAOS discography in .mp3 (.rar – 53 mb.)

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