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Al di là di Dio Padre: una guida alla spiritualità femminista.
[Pep] La modalità teologica del pensiero femminista non include soltanto un versante riformista, orientato ad una critica interna delle grandi religioni, ma anche un versante radicale, votato all’edificazione di una spiritualità totalmente contrapposta ad esse. E’ proprio di questo secondo filone della teologia femminista che il Kalashnikov Collective Headquarter vuole presentare un breve guida, antologizzando sei testi che vogliono costituire un’introduzione ed un orientamento alla religione della Dea. Anche il lettore ateo o agnostico può trovarvi preziosi spunti per una decisiva critica storica delle tradizioni religiose: il coglimento di queste ultime come tardivi mascheramenti e mistificazioni dell’occultata sacralità originaria, fondata sul culto di una deità femminile, e su di un assetto sociale ginecocentrico e ginecocratico, getta infatti una luce completamente diversa sulla storia dell’umanità, evidenziando lo scellerato nesso strutturale tra religioni patriarcali e inesorabile distruzione del mondo umano ,animale e vegetale.
La nostra antologia si apre con due testi di Luciana Percovich, la più rilevante studiosa italiana della spiritualità femminista: il primo capitolo, corredato dall’introduzione, del suo volume “Oscure madri splendenti” (2007) e il quinto del più recente “Colei che dà la vita, Colei che dà la forma” (2009). Mentre quest’ultimo (“Mama Africa”) delinea le rimosse strutture mitiche della spiritualità ginecocentrica del continente di più antico popolamento umano, quello africano, il primo (“Madre nostra che sei nei cieli”), muovendo dalla contrapposizione tra il paradigma femminile del “sacro” e quello patriarcale del “divino”, mette in evidenza la fase di transizione dall’uno all’altro.
Segue “La Venere mostruosa della preistoria” (1991) di Marija Gimbutas, la geniale archeologa di origine lituana che più di ogni altro ha contribuito a dare spessore storico alla religione della Dea: il testo, dall’antologia “I nomi della Dea”, a cura di Joseph Campbell e Charles Musès, costituisce una dottissima disamina delle raffigurazioni del femminile cosmogonico risalenti all’Europa pre-patriarcale.
Per chi fosse interessato a gettare uno sguardo non stereotipato sulla culla della civiltà occidentale, il mondo greco, disvelandone l’originaria e rimossa mitologia matri-focale pre-ellenica, proponiamo un testo classico: l’introduzione del celebre “Le Dee perdute dell’antica Grecia” (1978), la raccolta di miti pre-ellenici di Charlene Spretnak, tra le maggiori studiose eco-femministe, nonché co-fondatrice e ispiratrice dei Verdi statunitensi.
L’offensiva anti-cristiana è ben rappresentata dal testo di Mary DalyAl di là della cristolatria: un mondo senza modelli”, terzo capitolo del suo fondamentale “Al di là di Dio Padre” (1973): la grande pensatrice lesbo-femminista statunitense, convinta che solo la rivoluzione femminista e il riaffermarsi della supremazia femminile (senza escludere la prospettiva ottimistica di una probabile estinzione del sesso maschile, in seguito al rientro della degenerazione genetica che ne è alla base) possano salvare l’umanità e il mondo naturale, vi esplicita la sua concezione del movimento femminista quale Anticristo primordiale, presente e futuro.
La nostra antologia si conclude con uno sguardo sul versante occultistico della spiritualità femminista: al di là della facile criticabilità di ogni cultura magica, l’ampia raccolta di testi che presentiamo, curata nel 1976 da Anne Kent Rush, storica personalità del pensiero magico-femminista, costituisce un documento di notevole interesse. Oltre ad una pregnante chiarificazione, anche terminologica, della visione politico-spirituale complessiva della religione della Dea e ad una decisiva confutazione femminista della presunta “santità” cristiana (corredata da un brano di Mary Daly su Giovanna D’Arco), entrambe ad opera di Anne Kent Rush, la raccolta contiene testimonianze di alcune tra le principali pensatrici occultiste, da Dion Fortune a Z. Budapest, la storica fondatrice della Wicca Dianica.
Ci sembra opportuno concludere con le parole di Elizabeth Gould Davis, dal suo straordinario “The first sex” (1971): “Le età del maschilismo stanno arrivando alla fine. I loro ultimi giorni sono illuminati da un bagliore di tale violenza e disperazione universale come mai prima si era visto al mondo…Nella nuova scienza del ventunesimo secolo non la forza fisica ,ma la forza spirituale indicherà la strada. Le doti mentali e spirituali saranno più richieste delle doti di natura fisica. La percezione extra-sensoriale avrà precedenza su quella sensoriale. E in questa sfera la donna prevarrà di nuovo. Quella che fu riverita e adorata dai primi uomini per il suo potere di vedere ciò che non si vede diventerà ancora una volta il perno attorno a cui ruoterà la prossima civiltà, come una volta”. [Immagine: Blessing – Mati Klarwein, 1965]

>>> Download “Guida alla spiritualità femminista” antologia in .pdf [ITA] (16 mb.)

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