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[U.S.A. creative anarco-punx – 1]

BLACKBIRD RAUM (Anarco-folk, Santa Cruz, California) – Under the starling host (Lp 2009)
[Puj] Malgrado la pessima pubblicità che gli amabasciatori della sub-cultura americana (Mtv, ad esempio) fanno alla musica punk d’oltreoceano, esiste negli States una vitale e gioiosa scena anarco-punk, capace di proposte entusiasmanti. Ne presentiamo alcune, partendo dai BlackBird Raum, una realtà abbastanza nota nell’underground statunitense, ma non dalle nostre parti. La band é stata costituita nei primi anni zero da un gruppo di punk e squatter di Santa Cruz, California. Abituati com’erano a vivere in appartamenti abbandonati o in case sugli alberi (cioé senza corrente), l’idea di formare una band che non si servisse di strumenti elettrici fu quasi ovvia. Ciascuno imparò a suonare uno strumento acustico (fisarmonica, banjo, violino, washboard, che é un utensile creato per lavara i panni, ma poi diffusosi come strumento a percussione nelle primissime jazz-band) ed altri addirittura se ne costruirono di propri con materiali di recupero (un componente della band infatti suona una specie di contrabbasso costruito con un bastone, una corda e un catino, noto come “bidofono“). Nel corso degi anni i Blackbird Raum hanno messo a punto un sound unico, a metà strada tra l’anarco-punk e il folk anglosassone, senza cadere in cliché né dell’una né dell’altra parte: come se una string-band americana degli anni ’20 si mettesse a suonare le cover dei Conflict…
I testi parlano di eco-radicalismo e istanze libertarie, ma sono anche ricchi di elementi fantasy, nonché di riferimenti ad eventi e personagg
i storici, e sono accomunati dalla sacrosanta idea che la civiltà moderna sia destinata al collasso se continua a distruggere le risorse e ad inquinare l’ambiente. Una delle più note canzoni dei Blackbird Raum é intitalata “Primavera silenziosa” (Silent spring) che é anche il titolo del celebre saggio di Rachel Carson, manifesto della deep-ecology americana, pubblicato nel 1962.
I Backbird Raum hanno fatto un recente tour negli gli States intitolato “Bruciando benzina, almeno finché esiste ancora una cosa del genere...” e nel 2010 uno in… Alaska! Rappresentano il sogno proibito di ogni musicista punk: poter andare in tour e suonare ovunque, senza dipendere dalla corrente elettrica e senza portarsi dietro tonnellate di amplificatori. Il loro ultimo disco “Under the starling host” é un vero capolavoro!

>>> Download BLACKBIRD RAUM “Under the starling host” (2009) in .mp3 (.rar – 76 mb.)

[U.S.A. creative anarco-punx – 2]
FROM THE DEPTHS (Anarco-punk, Chapel Hill, North Carolina) – Germinate (Lp 2009)
[Puj] Beati coloro che erano nello scantinato di Villa Vegan, lo scorso maggio, al concert
o dei From the Depths! Perché hanno potuto assistere ad un’esibizione di rara intensità, sorretta da canzoni una più bella dell’altra! Nati dallo scioglimento dei Catharsis, celebre band di h.c. sperimetale degli anni ’90, e addentro al collettivo CrimethInc., i From the Dephts provengono dallo stato della North Carolina e sono, sulla base dei miei opinabili criteri, il gruppo anarco-punk perfetto! Poesia e politica, rabbia e abilità tecnica, originalità e capacità compositiva sono elementi che convivono armoniosamente in “Germinate”, primo ed unico album della band, di cui loro stessi ci parlano: “Così come nel passato l’anarco-punk è stato rappresentato da band con stili differenti come Crass, Chumbawamba e Contropotere, le canzoni di questo album combinano la potenza del d-beat, l’hardcore più lento e più veloce, l’harsh noise e le canzoni anarchiche italiane. Musica intensa, urtante e oscura, ma costruita intorno a melodie accattivanti: puoi gridare queste canzoni a pieni polmoni durante gli scontri di piazza, ma puoi anche cantarle sottovoce in cella, per tenere alto il morale. Le canzoni di “Germinate” sono un inno epico di autodeterminazione e di resistenza!”.
L’album contiene sette pezzi, dallo stile abbastanza eclettico: si va da brani veloci e melodici (“Lascia sventolare la bandiera nera“, “Ultima trasmissione“, “Giovanna D’Arco con i capelli in fiamme“), a pezzi più cadenzati e inusuali come l’ostinata “Assassini” (brano commovente con una lunga parte sperimentale noise al centro), il funeral-doom di “Dirge” (un meraviglioso, epico, possente requiem tra Contropotere e Manowar!) e “A Sante Caserio” (una cover della vecchia canzone anarchica italiana, eseguita a cappella). “Germinate” è un disco di una bellezza abbagliante. Ed é gratuitamente scaricabile dal sito della band, con artwork e testi inclusi!

>>> Download FROM THE DEPTHS “Germinate” (2009) from here!

[U.S.A. creative anarco-punx – 3]
SKAGOS/PANOPTICON (Cascadian black-metal, Vancouver / Lousville) – Split album (Lp 2010)
[Puj] Cascadian black-metal? Sì, cascadian black-metal! “Cascadia” é il nome di una regione che, sulle mappe, non esis
te. Corre lungo la cosiddetta catena montuosa delle Cascate che si snoda tra la California settentrionale e l’Alaska e corrisponde, a grandi linee, agli stati dell’Oregon, di Washington e della British Columbia (nel Canada occidentale).
Negli anni ’70 i movimenti ambientalisti americani di ispirazione eco-radicale e libertaria hanno iniziato a rivendicare l’indipendenza di questa mega-regione ritenuta peculiare non solo dal punto di vista geologico e ambientale, ma anche socio-politico
. Infatti, sostengono i secessionisti, la Cascadia é una regione nella quale ha sempre predominato una cultura di tutela ambientale, di autentica democrazia e giustizia sociale; all’insegna di istanze ecologiste, pacifiste e libertarie, e nel rispetto dello stile di vita anti-capitalista che gli abitanti di quest’area hanno da sempre praticato, il Movimento per l’Indipendenza della Cascadia ritiene che il Governo americano non sia adatto a rappresentare gli interessi e le aspirazioni della regione. La Cascadia é quindi una regione inquadrata entro confini ancora non disegnati sulle mappe, ma, in fondo, anche uno stato ideale, un sogno (irrealizzabile?): un paese governato secondo leggi che pongano davanti a tutto la tutela dell’ambiente e garantiscano agli abitanti una vita in piena armonia con esso. Ciò può realmente esistere in un sistema capitalistico globalizzato, che mira alla standardizzazione e all’appianamento delle peculiarità locali?
La Cascadia é anche la regione (geografica e ideale) nella quale si é sviluppato un nuovo, entusiasmante sotto-genere musicale:
il cascadian black-metal, appunto; il risultato di un recente fenomeno che fino ad una decina di anni fa appariva inconcepibile: l’avvicinamento tra il punk/h.c. d’ispirazione anarco-libertaria e il black-metal. Negli U.s.a. alcuni gruppi crust (come gli Iskra) hanno avviato questa osmosi negli anni passati, dando vita ad un ibrido che ormai è piuttosto diffuso: il cosiddetto blackened crust. Molti però non sono passsati dai sotto-generi punk, ma sono saltati direttamente al black-metal, individuando nella spiritualità pagana e ancestrale incarnata da questo genere di musica uno strumento ideale per trasmettere il messaggio eco-radicale comune a tanti gruppi crust e punk.

La più nota tra queste band é sicuramente quella dei Wolves in the throne room di Olympia, paladini del cascadian black-metal, ma nell’underground se ne scovano molte altre, spesso fomate da ex-punk coinvolti nella scena d.i.y., come Boreal, Wake, Addaura, Panopticon e Skagos; bands riunite sotto l’etichetta di “Cascadian black-metal”, accomunate dalle stesse istanze ecolgiste e libertarie, benché non tutte provenienti dall’omonima regione.
Austin, dei Panopticon, ci racconta: “Anche se fin da adolescente ho vissuto nella scena punk locale e ho suonato in alcune punk-band, ho sempre amato il black metal. Naturalmente, ho anche sempre rifiutato tutta quella merda destrorsa che il genere si é sempre portato dietro: l’omofobia, il razzismo, il satanismo e tutte le altre stronzate. E comunque, l’esperienza mi ha insegnato che anche un sacco di gruppi punk-rock scrivono testi stupidi, omofobi e sessisti. Per il resto, é stata una soddisfazione poter parlare a molti metallari di tematiche eco-radicali e anti-capitaliste attaverso un genere musicale a loro noto, e proporre ai punk una musica diversa, ma che parla delle cose che interessano loro”. Austin é l’unico componente fisso della band e vive a Louisville, Kentucky, che non é in Cascadia. Originari della regione sono invece Isaac e Ray, componenti degli Skagos di Vancouver, Canada, che con i Panopticon hanno condiviso uno split album nel 2010. Anch’essi provengono dalla scena punk/hc (Ray é stato il bassista degli Iskra).
Il black-metal di Skagos e Panopticon si inserisce nel solco tracciato da alcuni moderni gruppi black-metal, il cui sound é fortemente contaminato dal post-rock di Godspeed You! Black Emperor, Mono e Slowdive, nell’utilizzo delle chitarre riverberate, nei frequenti crescendo, nell’alternare alle sfuriate blast-beat partiture dilatate e passaggi ambient (in “Brace fumante” degli Skagos ci sono un paio di minuti quasi reggae/dub, mentre la successiva “Un secco, sterile tuono senza pioggia” si apre con una partitura folk/ambient e sfocia in una struggente ballata per voce e chitarra acustica; i Panopticon, noti per utilizzare il banjo, che é uno strumento che rimanda al bluegrass e alla tradizione musicale americana, non sono da meno, con i canti sciamanici che introducono “Un messaggio al missionario” e l’evocativo xilofono di “Guardandoti“). Qui sotto trovate lo split album tra le due band: personalmente,
ascolto black-metal dal 1993, e se dico che gruppi come Panopticon e Skagos hanno rinnovato il mio entusiasmo per il genere… beh, credeteci! [nelle foto: prima Skagos, poi Panopticon]

>>> Download Panopticon/Skagos split album (2010) in .mp3 (.rar – 65 mb.)

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