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[Free music for punx]

AA.VV. – Difficile credere ad una compilazione di old school italiano (7″ – Applequince rec. 1996)
[Dalle note di copertina] Un salto nel passato? Patetica malinconia? No, Tutt’altro! Ecco il lavoro di cinque gruppi italiani che dopo una frattura epocale senza precedenti tirano fuori ciò che di più sincero non avrebbero potuto fare: sei brani [in realtà erano 9… ndr] di puro old school proprio come ai bei tempi! […] Quindici anni fa, ragazzi come tu ed io si misero in testa di sprigionare tutta la rabbia e la forza che avevano dentro con la complicità di un pubblico disposto a spaccarsi le ossa sotto un palco di cinquanta centimetri pregno di sudore. E non era musica. Il dissenso non esprimeva una mera insoddisfazione adolescenziale: esisteva il desiderio di sovversione. Questo disco non é un fottutissimo revival, ma é semplicemente l’espressione di ciò che eravamo e di ciò che siamo!.

[Puj] Mi sembrava strano che nessuno avesse ancora rippato questo sette pollici epocale, datato 1996, ma ho dovuto appurare che in rete non si trova. Quindi ecco a voi il (pessimo) rip della mia copia ondulata da ascolti plurimi e compulsivi.
Era veramente difficile credere, nel 1996, ad una compilation di punk/hc old school in Italia? Beh, si veniva dal periodo delle posse e dei gruppi ragamuffin che spopolavano nei centri sociali nella prima metà degli anni ’90 e ci si trovava nel bel mezzo dell’esplosione dell’h.c. melodico californiano, con il suo stucchevole ottimismo yankee. Quindi sì, la vecchia scuola non faceva proseliti come oggi. In effetti, questa compila è un po’ il simbolo di un decisivo cambio di rotta, incarnato da quella generazione che si era avvicinata al punk grazie ai Nofx e ai Green Day e che in quegli anni scopriva la cultura d.i.y. e l’esistenza di una scena h.c., anche e soprattutto italiana, che negli anni ’80 nascondeva dietro ai canonici tre accordi qualcosa di più profondo, vitale e “nostro” di quello che parevano veicolare i gruppi statunitensi della nuova ondata. Tra l’altro, proprio tra il ’95 e il ’96, uscirono le prime ristampe in cd dei gruppi h.c. italiani (Wretched, Peggio Punx, Impact, Eu’s Arse, CCM, Declino …) e questo, in un periodo in cui i dischi non si scaricavano da internet, rese la vecchia scuola accessibile a tutti.
Detto questo, constato che ben quindici anni sono passati da quando acquistai questo disco in fiera di Senigallia. Fatico a crederci! Nel ’96 i gruppi di quindici anni prima mi/ci parevano appartenere ad un’epoca mitologica: erano “storia”. Nel 2011, invece, il 1996 ci sembra ieri e i gruppi dell’epoca contemporanei: in effetti, solo qualche settimana fa, abbiamo condiviso il palco con gli amici Affluente, che sono una delle band incluse in questo sette pollici!
A proposito del sette… andiamo con ordine: il primo lato si apre con “Silenzio statico”, cover degli Indigesti, una dichiarazione di appartenenza; ad eseguirla sono i milanesi Sottopressione che oggi sono un gruppo qualsiasi tant’é che molti ventenni del 2011 nemmeno li conoscono. Nel ’96 però non era così: erano una spanna sopra! Perché suonavano da dio. Ricordo che tutti aspettammo con trepidazione l’uscita del loro primo album, lo stesso album che durante un interrail in Svezia e Norvegia nell’estate ’97 girava a ripetizione nel ghettoblaster dei giovani componenti dei Kalashnikov! Seguono gli incrollabili TearMeDown, ancora in azione dopo lustri e lustri di hc militante. Già radicali lo erano all’epoca, come dimostra questa “Meledetti freakkettoni” che esprime, senza tanti giri di parole, la reazione dei punx degli anni ’90 al ragamuffin di cui sopra: “Perché maledetti freakkettoni? Quindici anni fa venivano occupati posti per renderli epicentri di disordine incontrollato: ora sono emuli del dominio… con le stesse prerogative gerarchiche. I freakkettoni alimentano la cultura cannaiola, fancazzista e gratuitamente pacifista!” Chiudono il lato i Cattiva Inclinazione, piccola band toscana che produsse una cassetta nel 1994 intitoata “Urla Subito“. H.c. dritto per dritto con testi esistenziali.
Sul secondo lato si parte con “Linee dritte / quasi parallele / nei tuoi solchi / nei tuoi sbadigli quotidiani!” etc…etc…; la prima strofa di un pezzo (“Noi due tagliati in due”) che avrò ascoltato un miliardo di volte. Erano gli sconvolgenti Frammenti di Torino, gruppo dalla potenza lirica unica, quella che mi/ci spronò all’impegno per trasformare la nostra traballante punkrock band in qualcosa di più serio. Fu così che nacquero i Kalashnikov: in soli due miunuti scarsi, l’inizio di una storia che dura da quindicianni! Si prosegue con i Bocca Chiusa (gruppo brianzolo di cui non so granché) e si chiude con i già citati, immortali Affluente (qui ancora con l’inconfondibile Carlo Cannella alla voce); la doppietta “Stigma/Non soggetto al cambiamento” mostra un approccio orginale alla materia nel rispetto, però, di uno stile inequivocabilmente old school.
Buon ascolto e, come concludono le note interne del disco: “Ci vediamo nel mucchio con il dito indice alzato!“.

>>> Download AA.VV. Difficile credere ad una compilazione di old school italiano 7″ (1996) in .mp3 (.rar – 35 mb.)

4 Comments on

  1. HARDCORE PRIDE
    Replied on 12/03/2011 at 14:35

    grazie ragazzi!!!!! in questa recensione fuoriesce la vostra sincera passione per la vecchia scuola dell'hardcore italico!!! ma non facciamoci prendere dalla nostalgia!!! fin chè ci saranno ingiustizie in sto mondo di merda ci sarà sempre qualcuno che avrà voglia di urlare la propria rabbia e indignazione! stay positive! xxx

  2. ☺milio
    Replied on 13/03/2011 at 08:14

    Grandissimi, questo disco merita, e il vostro blog è assolutamente il migliore per questa pubblicazione!!

  3. Carmine Mangone
    Replied on 12/02/2013 at 18:17

    Il testo di un brano dei Cattiva Inclinazione era composto da due mie poesiole plagiate e legate insieme (tratte dalla prima edizione su carta di "Anche ieri ho dimenticato di morire"), pensate un po'!
    Me ne regalarono una copia, all'epoca.
    Gran bella storia!

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