Share / condividi e diffondi

[We talk about… us!]
LIKE A BULLET FROM MILAN!
[Puj] Dopo tanti resoconti autografi dei nostri concerti, eccone finalmente uno scritto da mani estranee al gruppo. Girando in rete abbiamo incrociato il blog di un simpatico inglese di Bristol che, casualmente, si trovava a Mosca il due maggio di due anni fa, al nostro sgangheratissimo concerto. Ne ha redatto un resoconto decisamente lusinghiero! L’originale lo potete trovare qui, di seguito la nostra traduzione…

Come un proiettile da Milano!
“Una volta ogni tanto ti imbatti in un concerto che ti lascia la fatica di ricordare l’ultima volta che sei stato ad un altro nemmeno lontanamente così divertente! In una di quelle notti, un paio di mesi di Maggio fa, ho assistito ad un concerto in una piccola stanza nel retro di un locale a Mosca. Ho visto un deliziosamente positivo e follemente ballabile gruppo di ‘scugnizzi’ di strada italiani chiamato Kalashnikov.
Il loro nome era abbastanza adatto per Mosca – tanto più che i preparativi per una grande parata militare erano in corso in tutta la città – e sono sicuro che l’idea di questo concerto è iniziata come una specie di pazzo sogno irrealizzabile per la band. Un paio di volantini sparsi per la città ci hanno suggerito di indagare sul web, e abbiamo pensato che, in un modo o nell’altro, avremmo avuto una notte almeno decente. Ma era una di quelle rare notti in cui tutti gli ingredienti si incastrano per farne una diavolo di notte!
Il locale era un piccolo club chiamato Vse Svoi, nel retro del giardino zoologico della città. Appena svoltato per la via secondaria che ospitava il posto, ci hanno accolto i guaiti dei giovani punk eccitati miscelati con gli scricchiolii, l’abbaiare e le ringhia degli ospiti dello zoo, a fare da passerella esotica per l’intrattenimento serale. Non ci aspettavamo che il locale potesse essere così piccolo. Non molto più grande della stanza di mia nonna, e arredato con lo stesso gusto, lo Vse Svoi era invaso da 19enni stipati con gli occhi spalancati, intenti a fare headbanging davanti ad una seriosa scremo-band locale. Come sempre la mia metà aveva comprato un liquore aromatizzato, e un branco di ragazzini sono accorsi intorno a lei chiedendo se potevano averne un sorso. Questo non sarebbe stato un concerto normale, lo potevamo sentire. E quando gli headliner da Milano alla fine sono saliti sul palco, abbiamo avuto la prova che la nostra percezione era corretta! In armonia con il loro nome, i Kalashnikov hanno attaccano una turbo-danza in stile russo facendo impazzire la folla. La cantante Milena aveva ogniuno di loro (e di noi) nel palmo della sua mano fin dall’inizio. Pur essendo i più vecchi nella stanza di almeno 20 anni rispetto agli altri, siamo stati costretti a ballare il loro incalzante punk romantico, il loro ska ad alta velocità – sia perché eravamo stipati come sardine e non avremmo avuto scelta, ma anche perché i nostri piedi lo imponevano.
Ma la follia vera doveva ancora cominciare. C’era un giovane compagno giù dal palco completamente perso per il fascino di Milena, che la difendeva da tutti gli altri pretendenti, e mi è sembrato anche che le chiedesse di sposarlo tra una canzone e l’altra. Puj, il chitarrista, galleggiava sopra le teste dell’ormai rovente folla, i suoi piedi camminavano lungo il soffitto, mentre le tastiere del Don si impennavano continuamente sul piedistallo. Ormai la folla e la band erano diventate un’unica entità pulsante: l’unico modo di porre fine a tutto sarebbe stato lo sfinimento dei presenti, un’irruzione della polizia o, che ne so, un’esplosione. Quest’ultima sopraggiunse, quando l’ampli per basso, alla fine, ha ceduto sotto i colpi del bassista Nino, costantemente impegnato nel lancio di acqua sulla folla. E stata la fine del concerto, ma la gente ha continuato pogare e urlare per altri venti minuti buoni.
Raramente si vede uno spettacolo in cui ogni persona nella stanza si sta lasciando andare in una danza del tutto folle. Non c’era nemmeno una piccola enclave di ragazzi fighetti in fondo alla stanza ad annuire con le braccia conserte – che è forse ciò che ti aspetti in una città come Mosca. Prima di andarcene abbiamo condiviso il nostro amore per quella nottata con Puj, che sembrava avesse appena avuto la notte più divertente della sua vita. Non è stato poi così diverso per noi!
C’é sempre l’ansia quando poi cerchi le tracce di una band nel mondo reale… si ha paura che l’energia della notte abbia confuso il tuo giudizio sulla qualità reale della musica! Ma una tale paura con i Kalashnikov è infondata. Quando ho finalmente trovato il loro sito, ho capito che ognuno dei loro brani pulsa con la stessa potenza graffiante e la bellezza a tutto tondo che abbiamo visto in quel piccolo dietro le quinte di Mosca. Scoprilo da te, perché dal loro sito puoi scaricare gratuitamente tutti i pezzi dal primo all’ultimo brano. Grandi!” (da hacksawsworldofmusic.blogspot.comnella foto: Milena rapita da alcuni adolescenti russi allo Vse Svoi di Mosca).

Leave a Reply