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AA.VV. – La via di Armageddon: documenti dell’età nucleare (Ed. L’Unità 1985)

[Puj] Questo libretto paranoico che ho rinvenuto trai fondi di magazzino di una libreria é un vero must per tutti gli appassionati di letteratura catastrofica. Una piacevole lettura da spiaggia per voi esteti della distruzione…
Stampato nel 1985, “La via di Armageddon” (titolo altisonante) raccoglie una trentina di testi nei quali esperti e studiosi di varia estrazione ipotizzano gli effetti di un eventuale conflitto atomico tra le due superpotenze di allora, USA e URSS.

Ogni epoca ha le sue catastrofi, e questo tipo di futurologia apocalittica era particolarmente diffuso ai tempi della Guerra Fredda, soprattutto nei periodi di recrudescenza del conflitto (come ad esempio gli anni ’80). Oggi suonerà un po’ strano, ma all’epoca, ogni sorta di sedicente studioso trovava perfettamente normale cimentarsi, con serietà (fanta)scientifica, in siffatte previsioni.

Ce n’è per scrivere i testi di due, tre album crust: in “La misura della distruzione” si riassumono gli effetti del primo (e ultimo?) utilizzo bellico della bomba atomica, a Nagasaki e Hiroshima, mentre in “Farsi una bomba” si riflette sulla possibilità che comuni cittadini si dedichino alla costruzione di ordigni nucleari artigianali, riprendendo la tesi di uno scienziato americano, noto per aver pubblicato alcuni libri che spiegano come costruirsi una bomba A fatta in casa. In ”Obiettivo URSS” si parla del Joint Outline War Plan, un programma di attacco nucleare contro la Russia sovietica emerso dagli archivi top secret del Pentagono e che gli Stati Uniti furono in procinto di attuare tra il ’48 e il ’49 durante la cosiddetta Crisi di Berlino; attenzione, i piani per una guerra atomica non sono mere congetture, esistono realmente e “oggigiorno uccidere 100 milioni di cittadini sovietici non è una impresa difficile”, conclude l’autore. Si passa poi a “La spirale del pericolo” che ci introduce al tema della corsa agli armamenti: “A partire dal 1945 uno sconsiderato quanto costante investimento nella distruttività a buon mercato della guerra nucleare ha trasformato l’ordine di grandezza del potenziale disastro”. In “Guerre limitate?” si constata amaramente che “una guerra nucleare sarebbe incontrollabile in termini pratici ben poco dopo il lancio delle prime bombe”. E come si comporteranno i paesi in guerra? “L’orrore potrebbe forzarli ad indietreggiare, oppure l’odio ingenerare una rapida escalation…”.
L’articolo più interessante è indubbiamente “L’inverno nucleare” che analizza scientificamente gli effetti che il lancio massiccio di bombe atomiche potrebbe avere sul clima e sull’ambiente terrestre. La conclusione non è confortante: “In quasi tutti i casi realistici che comportano scambi nucleari tra le superpotenze, sono probabili modificazioni ambientali sufficienti a provocare un evento d’estinzione uguale o maggiore a quello che sul finire del Cretaceo portò all’estinzione dei dinosauri. Nel caso di un evento del genere non è possibile escludere l’estinzione dell’homo sapiens”. Cazzo!

L’ultimo contributo è il più assurdo e si intitola: “Probabili effetti delle esplosioni nucleari su alcune città italiane”: un gelido elenco di dati relativi al numero delle vittime potenziali e agli effetti funesti nei dintorni, città per città. Non temere, c’é anche la tua…

>>> Download “La via di Armageddon” (articoli scelti!) in .pdf [ITA] (18 megatoni)

Vecchio sito di assemblaggio di missili nucleari in URSS, nei pressi di Nizhny Novgorod...

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