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[Kalashnikov gig report]

1 july 2011 @ Gibloux Festival (near Freiburg, Switzerland).

[Puj] Il festival di Gibloux si svolge ogni anno dal 1986 nella foresta nei pressi di un buffo villaggio montano della Svizzera francese e ospita band di varia estrazione, con una particolare predilezione per le proposte trasversali e fuori schema. Siamo stati invitati a partecipare all’edizione di quest’anno. Al ché partiamo! Ogni tanto é divertente uscire dal copione dei concerti anarcopunk e conoscere altre realtà… Gitarella alpina, quindi!

La svizzera sembra una cartolina, di quelle degli anni ’50 però, colorate a mano. Sembra il plastico di un negozio di giocattoli. Anche il paesino nelle vicinanze del festival, con le sue casette bianche, le mucche e il sole che splende rientra in questo paradigma, per metà grazioso, per metà sinistro.

Imbocchiamo una stradina in mezzo ai prati e un vigile in uniforme, ad un certo punto del sentiero, ci ferma per controllare il numero di targa del nostro furgone. Vuole capire se siamo una band del festival oppure dei luridi infiltrati. Tutto regolare, via libera. Ah, organizzazione svizzera… La location del festival é molto meno amena rispetto al villaggio: una grossa area primitivista con due palchi, un campeggio, una baita per i cosiddetti artisti (ebbene sì: noi) ed erogatori di birra in quantità. Migliaia di persone, pochi punx, ma molte famiglie con bambini a piedi nudi. La serata prevede una scaletta davvero schizofrenica: un gruppo rockabilly, un repper nero con tanto di ballerine sul palco e grande sfoggio di ori, una band space-rock abbastanza estenuante, un’orchestrina ska che fa della prevedibilità il proprio credo, alcuni musicisti cabarettisti non ben identificati.

Veniamo accolti, con la consueta professionalità svizzera, da un giovanotto con una ventiquattro ore che ci consegna i nostri lasciapassare per l’area “artisti”. In Svizzera gli “artisti” li trattano con un rispetto e un riverenza ben al di sopra di quelle che loschi figuri come noi meriterebbero… Qualche giorno prima alla Reitschule, un centro sociale autogestito di Berna, ci hanno offerto una cena vegan indiana alla carta, in un ristorante vero, serviti e riveriti da un team di camerieri; non contenti ci hanno poi rifilato un pass personale che ci dava accesso a consumazioni infinite all night long. Per concludere, i recidivi, ci hanno cosegnato le chiavi di un appartamento tutto per noi dotato di terrazzo sul quale l’indomani abbiamo consumato un’abbondante colazione. Folli.

Qui a Gibloux l’atmosfera é più campestre, ma l’organizzazione ugualmente impeccabile e il confort elevato. Purtroppo siamo stati costretti a suonare su un palco di quelli seri che si vedono nei concerti alla tv, sollevato ad un paio di metri da terra. La macchina del fumo ha funzionato a pieno regime per tutto il concerto, avvolgendoci in una poderosa coltre di nebbia molto padana e poco svizzera. I palchi rasoterra e l’aria muffosa da squat marcione a cui siamo avvezzi hanno tutto un altro sapore… ah, il profumo dell’anarchia! Comunque sia, la gente di sotto si é divertita e ha ballato allegramente. Simpatica serata. Evviva la Svizzera. Sorvoliamo sulla nottata in tenda a tre gradi sotto zero…


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