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PODER, OPRESION Y CORRUPCION: ESTA ES LA DEMOCRACIA? La scena punk/hc peruviana degli anni ’80!
[Puj] Nel 1980, il Perù esce da un lungo periodo di dittatura militare e si dà un assetto para-democratico. Tre anni dopo è già possibile tirare un bilancio dell’operato del nuovo governo: la politica neoliberista ha prodotto disoccupazione e povertà dilaganti, e la nazione peruviana si trova a fronteggiare la più grave crisi economica della sua storia. Un terzo degli abitanti di Lima vive nelle baraccopoli attorno alla città, ma in provincia la situazione é ancora peggiore. Il malcontento sociale trova il suo braccio armato nell’MRTA (il Movimento Rivoluzionario Tupac Amaru), di ispirazione marxista leninista, e nella più efferata falange maoista di Sendero Luminoso, gruppo politico che si ispira ai Khmer Rossi cambogiani, attivo già negli anni ’70, ma che nel decennio successivo si rende protagonista di azioni efferate e clamorose, come la rappresaglia di Lucanamarca del 1983, quando i miliziani armati, scacciati dal villaggio, si vendicheranno uccidendone settanta abitanti. Sendero Luminoso viene bollato dalla CIA come “il gruppo terroristico più letale e sanguinario al mondo“. Nello scontro tra gruppi rivoluzionari armati e governo si inserisce un altro attore: la droga. Nei primi anni ’80 infatti, quando la richiesta di cocaina da parte del paesi ricchi aumenta esponenzialmente, il Perù diviene uno dei più grandi produttori di coca al mondo. Si scatena così la concorrenza tra i cartelli della droga peruviani e quelli stranieri; in una caotico intrecciarsi di interessi più o meno oscuri, allo scontro si uniscono i guerriglieri di sinistra e gli stessi coltivatori della coca. Sullo sfondo della guerra civile scorre il sangue di migliaia di innocenti. Questo é il clima nel quale si muovono i primi gruppi punk peruviani… 


Il punk in Perù veniva più genericamente definito come “rock subterràneo”, e ruotava intorno all’identità culturale definita dalla parola “subte” e dal prefisso “sub”. Il termine “subte” è più significativo di “punk” per identificare la scena peruviana, che era comunemente vista come qualcosa di “subversivo”, appunto.  Era quella un’epoca dove tutto veniva connotato politicamente, così anche la musica assumeva un ruolo all’interno del contesto: la musica sotterranea era anche sovversiva, perché si sottraeva alle regole del controllo esercitato dai media e dal mercato; il solo fatto che non fosse allo scoperto la rendeva potenzialmente un pericolo.
I legami tra musica punk e politica non finivano con questa ambiguità concettuale, ma sfociavano nel concreto: capitava infatti che i guerriglieri di Sendero Luminoso cercassero di reclutare i punk, facendo leva sulla loro ostilità al sistema, al motto di “lascia la chitarra e prendi il fucile!”. Molti punk furono anche coinvolti nel movimento, altri se ne opposero strenuamente vedendolo come espressione tipica dell’autoritarismo marxista. Comunque sia Sendero Luminoso non pensò mai al punk come ad una forma di ribellione degna politicamente, ritenendolo sostanzialmente musica filo-occidentale legata alla cultura capitalista.

 
Autonomia, Autopsia (autori del pezzo che dà il titolo
a questo post), Eructo Maldonado, Eutanasia (raffigurati nella foto qui a fianco), Flema, Ataque Frontal, Juventud La Kaigua, Leusemia, Narcosis, Panico e Sociedad de Mierda sono state alcune delle band che hanno animato la prima scena punk/hc peruviana negli anni di fuoco della guerra civile. Benché molte di queste band non siano mai riuscite ad andare aldilà di un demo registrato col culo e di qualche concerto di fortuna, hanno fatto sì che la scena punk peruviana godesse di buona salute per tutti gli anni ’80. Dei punx andini colpisce la totale assenza di borchie, creste, capelli colorati e scritte sul giubbotto: il loro look casual, insomma!

Il gruppo punk peruviano di maggior successo furono probabilmente i Leuzemia, i primi (e quasi gli unici) ad arrivare, nel 1985, alla pubblicazione di un Lp. I Leuzemia si ispiravano esplicitamente ai Ramones, ma ne sembravano una versione in dopo-sbornia: più lenti ed incazzati. Poi c’erano gli Eructo Maldonado (scioltisi nel 1991, ma oggi riformatisi e ancora in azione), che girarono parecchio, cogliendo, con lo spirito tipico del primo punk, tutte le occasioni per suonare, anche le più assurde: scuole, piazze, fattorie, spiagge, arene per le corse dei cani… Invece, la band politicamente più radicale e vicina alla vocazione anarco-libertaria del punk europeo furono gli Ataque Frontal di Lima…

Gli Ataque Frontal (nella foto il chitarrista Eduardo Matute) si formarono nel 1984 come Guerrilla Urbana, nome con il quale registarono alcuni demo. Di lì a poco però divennero Ataque Frontal, perché in un periodo dove la guerriglia era all’ordine del giorno e mieteva centinaia di vittime, il biglietto da visita di guerriglieri urbani avrebbe potuto solo creare loro dei problemi.
Gli Ataque Frontal
curarono la pubblicazione dell’unica fanzine esplicitamente anarchica, pacifista e libertaria del Perù e, a causa delle proprie idee politiche radicali, non ebbero inizialmente un buon rapporto con gli altri gruppi e con i promoter locali: “Noi abbiamo deciso di dissociarci da alcune punk band peruviane e di suonare solo con band che hanno un’attitudine simile alla nostra. Questo perché alcune persone, che non avevano nulla a che fare con il punk, sono entrate in scena, scrivendo del movimento punk su giornali e riviste. Questa gente voleva solo usare le bands per i propri interessi personali e politici, dicendo di essere i leader del movimento punk. Una situazione assurda: come potrebbe esistere un qualsiasi tipo di leader qui? È per questo che per primi noi Ataque Frontal, per primi e da soli, abbiamo iniziato a combattere contro queste persone. Il risultato è stato che questa gente ha usato i suoi media per attaccarci. Nel frattempo abbiamo mantenuto le nostre posizioni, e abbiamo vissuto un lungo periodo senza suonare, perché molti dei concerti nella nostra città erano organizzati da questi ragazzi. Le altre bands ci hanno detto che eravamo troppo radicali, ma noi crediamo veramente nell’anarchia, e non possiamo accettare nessuno che ci governi e che ci dica che cosa fare o che cosa cantare. E’ ridicolo. E’ dovuto passare molto tempo perché anche gli altri gruppi si rendessero conto di essere stati usati, tant’é che uno di questi “leader” è stato picchiato da alcuni compionenti di una band. Ed ora tutti accettano il fatto che avevamo ragione noi…“. 
Così gli Ataque Frontal spiegano le proprie motivazioni nelle note interne del loro 7″ omonimo, stampato da una casa discografica francese nel 1987, la cui copertina ci riporta al clima sanguinoso che il Perù viveva in quegli anni: raffigura cinque giornalisti uccisi dai contadini per aver cercato notizie dei guerriglieri nelle campagne. “In realtà é stato un masacro organizzato dalle autorità e dalla propaganda ufficiale…”, dicono gli Ataque Frontal.
Sulla situazione dei giovani peruviani negli anni ’80 scrivono invece: “I ragazzini in Perù, soprattutto a Lima, sono completamente alienati, come tutte le altre persone. Qui la gente pensa agli Stati Uniti come al paradiso: è il sogno di tutti. Dall’altra parte molti punk pensano che spaccare le finestre al grido di Anarchia! sia molto punk, poi si comportano come in qualsiasi gruppo di stronzi, dove tutti guardano cosa fa uno e cosa non fa l’altro e tutti sparlano di tutti…“. 
Qui sotto, in un unico archivio, un pezzo consistente di storia del punk peruviano: il 7″ degli Ataque Frontal (tra le migliori produzioni musicali della scena punk/hc andina degli anni ’80) e i due volumi della compilation in cassetta Rock Subte (uscite rispettivamente nel 1984 e nel 1986) che costituiscono un’esauriente testimonianza della scena punk/hc peruviana degli ’80s. Sturatevi le orecchie, cavrones!

>>> Download Punk in Perù (1984-1987) selection in .mp3 (.rar – 99 mb.)

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