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Come mangiamo. Le conseguenze etiche delle nostre scelte alimentari
[Sarta] Ehi, punx, avete mai pensato a cos’è l’etica? No, fermi, non vogliamo farvi un pistolotto moraleggiante…è un problema serio! L’etica ci permette di capire come distinguere, tra i comportamenti umani, quelli che consideriamo moralmente leciti da quelli che invece non lo sono. Pronunciare una menzogna infamante verso un compagno per ottenere un vantaggio personale a scapito di qualcun altro è da considersi un gesto deplorevole (anche se avviene regolarmente in qualsiasi posto di lavoro, ma questa è un’altra storia…). E lo stesso vale per il furto, oppure per l’omicidio.
Ma, in quello stupido mondo là fuori, avete mai sentito qualcuno che è stato messo pubblicamente alla gogna per quello che mangia? Voglio dire, provate a dare del “sodomita” al vostro vicino di casa conformista e vedrete quanto s’incazzerà: questo perché gli orientamenti sessuali vengono comunemente considerati parte della sfera “etica”, possono essere “giusti” o “sbagliati”, “convenienti” o “sconvenienti”. Ma provate ad additare quello stesso vicino di casa perché mangia carne di maiale e vedrete che a nessuno fregherà nulla di quello che state dicendo: questo perché le scelte alimentari non sono – solitamente – contemplate all’interno della sfera “etica”.
Ma noi invece sappiamo bene che le cose non stanno così: scegliere cosa mangiare in questa società significa innanzitutto scegliere cosa comprare e, di conseguenza, dove indirizzare l’industria alimentare attraverso i propri consumi. Comprare (o – meglio – barattare!) birra artigianale fatta da qualche mastro birraio eremita non equivale moralmente ad andare al centro commerciale ad acquistare una cassa di Heineken: nel primo caso si aiuta un piccolo (auto)produttore ai margini del sistema, dall’altra si finanzia la grande distribuzione, con tutta la sua aberrazione di camion che viaggiano su autostrade per chilometri, camionisti sfruttati che impippano cocaina per guidare 16 ore al giorno, supermercati ai quali non si può quasi accedere se non in automobile, e tante altre belle cose su cui non mi dilungo. Non parliamo poi quando si sceglie di comprare un petto di pollo rispetto ad un panetto di seitan…
Il libro di Peter Singer e Jim Mason parla proprio di questo: le nostre scelte alimentari sottintendono necessariamente delle scelte profondamente etiche, anche se spesso non siamo disposti ad accettarne l’evidenza. I due autori, attraverso l’analisi delle abitudini alimentari di tre diverse famiglie americane e ricostruendo la filiera produttiva del cibo da loro consumato, ci mostrano l’impatto che le loro scelte hanno sull’intero pianeta e quindi, indirettamente, su tutti noi. E’ per questo che quello che mangiamo non riguarda solo noi stessi, ma anche gli altri esseri viventi (e non solo umani!). Si tratta dunque di scelte che afferiscono necessariamente alla sfera dell’etica, sulle quali sarebbe bene riflettere. Qui sotto vi mettiamo una breve introduzione tratta dal libro, che è molto semplice e interessante e che vi consigliamo di leggere interamente (lo trovate, ad offerta libera, al nostro banchetto).
Provate a giocare riflettendo sulla provenienza di ogni cosa che mangiate (e che bevete), vedrete che è persino divertente…

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