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[Free music for punx]
FLOH DE COLOGNE (Polit-rock, Koln) – Mumien (Lp, West Germany 1974)
[Puj] 1973, Santiago del Cile: l’esercito locale, agli ordini del generale Augusto Pinochet, con il sostegno logistico della CIA e quello economico di una multinazionale americana (la ITT), rovescia il governo d’ispirazione marxista di Salvator Allende, tre anni prima regolarmente eletto Presidente sotto lo sguardo preoccupato dell’amministrazione statunitense. Il palazzo presidenziale di Santiago viene bombardato e assediato come in una guerra. Allende muore durante gli scontri, suicida secondo la versione ufficiale,  molto probabilmente assassinato nella realtà. Il Cile si trasforma così in una dittatura militare e fascista: i partiti di sinistra vengono dichiarati fuorilegge e gli oppositori politici fatti sparire sommariamente.
1974, Colonia, Germania: un gruppo di studenti dell’università locale, riuniti nel collettivo musical-teatrale dei Floh de Cologne (un gioco di parole tra “floh”, pulce in tedesco, e “eau de cologne”, acqua di colonia in francese; praticamente “la pulce di Colonia”, città di provenienza della band), pubblica Mumien (Mummie), una “kantate fur rockband”, instant-album di denuncia di quanto stava accadendo in Cile (un po’ come faranno, nel 1983, i Crass con l’album Yes Sir, I will, contro l’intervento militare britannico nelle Falklands). 
I Floh de Cologne nascono alla fine degli anni ’60 come gruppo di politikabarett per poi consolidarsi in una tosta rock-band teatrale e visionaria. Alcuni dei componenti dei Floh provenivano da esperienze politiche nell’Apo (Außerparlamentarische Opposition, l’opposizione extraparlamentare), un movimento di protesta di sinistra radicale con venature libertarie. Poi la band, all’inizio dei ’70, si assesta su posizioni marxiste-leniniste piuttosto ortodosse, avvicinandosi al Partito Comunista Tedesco. Tanto che nel 1973 fa parte della delegazione di musicisti della Germania Ovest che prende parte al decimo Weltfestspiele der Jugend und Studenten, il “festival mondiale dei giovani e degli studenti”, che quell’anno si tiene a Berlino Est. Il WJS era un mostruoso meeting internazionale a cadenza annuale al quale partecipavano decine di migliaia di giovani da tutti i paesi comunisti (malgrado ogni edizione venisse a costare cifre spropositate, il festival era considerato uno strategico strumento di propaganda politica tra i giovani). Il filosovietismo della band era sincero e totale: sul retro del loro primo album, intitolato Profitgeier (Sfruttatore), invitano i propri ascoltatori ad aderire ad organizzazioni marxiste allineate alla politica dell’URSS!


[1971: buffa apparizione dei Floh de Cologne negli studi della televisione pubblica tedesca. Eseguono un pezzo di classica ispirazione egalitaria: Die Luft Gehört Denen Die Sie Atmen (L’aria appartiene a coloro che la respirano)].

Aldilà di questi grigi apparentamenti istituzionali, i Floh de Cologne restarono per tutta la loro carriera un ganzo gruppo d’ispirazione situazionista, dall’attitudine anarcoide e dall’etica d.i.y. ante-litteram; rifiutarono sempre, anche nei periodi di maggior riscontro di pubblico, di affidarsi a manager, roadies e ad altre figure esterne alla band: si autogestirono al cento per cento per mantenere i prezzi dei propri spettacoli i più bassi possibile. Ad ogni loro esibizione era abbinato un manifesto che riportava per intero il testo dello spettacolo, con suggerimenti su interventi che potevano essere messi in atto dal pubblico durante il concerto ed altre azioni sovversive da svolgere privatamente. La band si scioglierà nel 1983, quando il suo pubblico preferirà di gran lunga la febbre del sabato sera al teatro politico.   

Mumien è nello stile tipico della band: cabaret e agit-prop, umorismo macabro e rock wagneriano; alterna fraseggi poderosi ed inquietanti ed altri simpaticamente hippie, marce funebri e bevute in birreria. La copertina (ad opera del celebre H.R. Giger) rappresenta la mummia Pinochet che stringe un mitra e un manganello sporco di sangue e capelli; sotto: una svastica (non doveva essere una scelta banale, per un tedesco, utilizzare quel simbolo così drammatico, legato alla recentissima storia della propria nazione). La mummia è a sua volta a capo di un esercito di mummie che vediamo sfilare facendo il passo dell’oca in Marsch der mumien (la marcia delle mummie). E a tirare i fili che muovono le mummie  sono le multinazionali americane (ITT etc) e i capitalisti cileni (Und die reichen), rei di aver messo il popolo cileno in manette (Des volkes fesseln).
L’esercito assedia il palazzo presidenziale di Santiago del Cile durante il golpe
I militari portano fuori dal palazzo presidenziale il corpo di Salvator Allende coperto da un poncho
Die Mumie
La polizia della Mummia in ronda per le strade di Santiago
Benché possa apparire limitante ascoltare il disco senza conoscere il tedesco, l’anti-musicalità e il tono marziale (nonché tristemente evocativo) di questa lingua contribuiscono a creare un clima cupo e militaresco, perfettamente in sintonia con il tema dell’album. L’effetto è quasi ambient: il dipanarsi ossessivo della narrazione in tedesco sfuma in una cantilena da tregenda, una catena di suoni spigolosi, fonemi aggressivi in grado di descrivere i fatti che vengono raccontati anche a chi poco o nulla comprende di quello che viene recitato. Mumien e i Floh de Cologne sono una testimonianza lontana (nel tempo e nella forma) di un modo di fare musica antagonista che, tuttavia, suona alle nostre orecchie odierne terribilmente affascinante!

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