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NIHILIST WAVES | DOMS | MOTRON | OVERCHARGE | CORPSE

[Torniamo a parlare di musica, con una breve rassegna di quanto, negli ulimi tempi, la scena punk DIY delle nostre parti – Milano e province limitrofe – ha proposto di nuovo!… ].

NIHILIST WAVES (gee-noise, Pavia) – Il primo attentato (2013)

[Puj] Partiamo con una scelta audace, quella di parlare di Gino e del suo progetto Nihilist Waves. One-man band dedita a generare, più o meno, rumore. Rumore per distruggere l’esistente, però! La definizione che Gino offre della sua musica è piuttosto didascalica, ma efficace: “Progetto rumorista sperimentale che mira a denunciare l’oppressione dell’individuo e della natura con suoni che non rispettano l’idea generale di musica“. 
Due le produzioni discografiche di Nihilist Waves: il primo e finora unico album (Il primo attentato) é composto cinque pezzi di noise sintetico piuttosto minimal dai titoli un po’ criptici (tipo Collasso di una navicella spaziale, Non ci sono soldi per la fattura, L’essenza e il comportamento dei pensieri). Il tutto si apre con il celeberrimo discorso di Gianmaria Volonté in “Indagine su un cittadino aldisopra di ogni sospetto” (“Repressione è civiltà!” tanto per intenderci…). Poi c’è la partecipazione ad una compilation dal titolo “Nazis make me vomit!”: Gino ci sculaccia i padiglioni auricolari con un pezzo dal titolo ben più esplicito dei suoi standard: The only good fascist is… the dead fascist.
Noi, non si sa bene perché, apprezziamo Gino e le sue mirabolanti esibizioni live, quando, accucciato sul pavimento suona una tastierina trovata nell’uovo di pasqua e grida senza essere sentito da nessuno. In un panorama musicale dove tutti tendono ad imitare quello che fa l’altro, lui ha scelto una strada impervia e, diciamo, coraggiosa: quella di offrirsi in pasto al pubblico in tutta la sua nuda solitudine, in tutta la sua diversità musicale/lessicale che purtroppo, come tutte le differenze, genera perplessità e distanza, e nei casi peggiori pernacchie e sfottò. Gino: un martire dei nostri tempi? Vabbé. Che per le proposte artistico-musicali di questo genere, sia difficile esprimere un giudizio secondo i tradizionali canoni estetici, è ovvio, ma non ci pare davvero un problema: quel che ci interessa é l’intento: che è quello di squarciare la coltre di apatia che ci circonda! 
Un problema c’è però, ed é l’impianto artigianale con il quale Gino si presenta solitamente sul palco, che è sgangherato e malfunzionante, e incarna l’incubo di ogni fonico, perché genera feed-back atroci e lancinanti. Rumorismo sperimenatale o pick-up difettosi? 

>>> Download/listen NIHILIST WAVES “Il primo attentato” via Bandcamp!

Gino con due fan.
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DOMS (grind-fitness, Milano) – 4tks demo (2013)
[Puj] Un nuovo genere si fa largo nel panorama musicale odierno: il grind-fitness! Per ora lo suonano solo i grandi DOMS di Milano. La muscia dei DOMS (acronimo di delayed onset muscle soreness, in italiano: “indolenzimento muscolare ad insorgenza ritardata”) è davvero una session di aerobica estrema. Formazione a tre (due chitarra e una batteria), capitanata dalla signorina Satanana, che non ha tempo da perdere, perché canta e suona la chitarra insieme, dimostrando di sapersi districare alla grande in mezzo a riff sincopati, cambi di tempo, battute dispari e altre trovate amene che rendono la vita di ogni musicista piuttosto complicata. Clazzo, all’altra chitarra, le dà fortunatamente una mano.
Anziché utilizzare una comoda drum-machine, i DOMS si sono dotati di un batterista cyborg (nome in codice: Santa Chove) che umilia il genere umano con il suo drumming spaventoso: d’altronde un uomo non sarebbe mai stato in grado di eseguire quelle partiture, quindi la scelta di un alieno bio-meccanico è stata pressoché obbligata. 
Per ora i DOMS si sono limitati a trivellare le nostre orecchie in occasione di una manciata di concerti qua e là nel circondario e hanno prodotto un demo di 4 pezzi piuttosto notevoli: grind-fitness perfetto, oserei dire.This is a demo, just to be heard around and get feedback. We hope to be recording something serious soon”, dicono.
Detto questo, indossate indumenti comodi e scarpe da jogging, per seguire i DOMS nei loro live. Ah! Non dimenticate i polsini di spugna per asciugare il sudore, che fanno tanto vintage anni ’80!

>>> Listen/Download DOMS 4tks. demo via Bandcamp!

Santa Chove nel suo laboratorio. Non fatevi ingannare dalla maglietta degli Spazz: non è umano!

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MOTRON (sleaze-crust, Varese) – s/t (cd 2013)
[Puj] Disco senza compromesso alcuno quello dei Motron, quartetto della provincia di Varese, composto da facciazze note del giro punk/d.i.y. nostrano: Ago (Miseria/Kontatto) alla chitarra, il Gra (Campus Sterminii) alla voce, Arca (Miseria) al basso e Luchino alla batteria. Schiacciare play qui è come mettere il piede a paletta sull’acceleratore e imboccare una strada senza uscita: il viaggio non dura molto, il tempo giusto per permettersi di non toccare mai il pedale del freno. 
Se siete così perversi da cercare un incrocio ideale tre Extreme Noise Terror e Guns’n’Roses, qui lo potete trovare: ritmiche crust, voce stench, simpatici assoli sleaze-rock e attitudine da teppista di provincia. Discreta bombetta! I testi raccontano della vita di tutti i giorni, cioé tipo di quando mangi una pizza troppo salata e la notte hai gli incubi (“Kiss of death”) oppure quando finisce il concerto e scopri che sei circondato da zombie ubriachi (“They are going to eat me”) e vorresti salvarti, ma non puoi perché sei… uno di loro! Comunque nessuno perda tempo a leggere i testi dei Motron, dato che loro la pensano così: “If you enjoy the music just for the lyrics… FUCK OFF!“. Però è un peccato, perché i loro testi dicono anche cose interessanti: per esempio, la presa di posizione di “Drugs for fun”, è abbastanza audace, perché consiste in una dichiarazione chiara ed inequivoabile sul tema droga, raramente affrontato in maniera così esplicita dalle bands (anche quelle che della droga fanno un largo uso): “Without any drugs I can’t paly rock’n’roll, drink and sniff is all I need. Destroy all around and wait for my down. I need some drugs, some drugs for fun“. Beh!

>>> Listen MOTRON album via Youtube!

I Motron nella loro formazione originale

OVERCHARGE (Panzerdrumming punx, Varese) – demo (2013)
[Puj] Massive D-beat-R’n’R Punx Bastard: occorre aggiungre altro? Restiamo in territori crust’n’roll con gli Overcharge, anche loro dalla provincia di Varese anche loro devoti ai Motorhead. Rispetto ai Motron qui c’è più metal e meno sleazeness, e lo stesso culto per la velocità. 
I riffoni proto-metal che ci accompagnano nel regno della perversione metallica degli Overcharge mostano un certo amore per la musica tonale, che tanti colleghi disprezzano: “Accellerate”, per esempio, è un bel pezzo classic-metal immerso nelle acque putride di una palude, che conserva, malgrado tutto, grande enfasi epica, da cavalcata trionfale nella tempesta. 
L’inizio di “Drown in our own” denota invece la grande tecnica chitarristica di Josh, che dietro la scorza di turpe axeman puzzone nasconde una raffinatezza hendrixiana, che noi conosciamo bene… Panzer nel frattempo picchia sulla batteria come per distruggerla, e garantisce all’ascoltatore un head-banging regolare e costante, come prescrive il medico. Fabio, infine, sbiascica meavigliosamente dietro al microfono, come se non avesse fatto altro per tutta una vita. Risultato: la perfezione. L’equilibrio totale tra punk e metal, che ultimamente tanti cercano e che nessuno trova. Booom! 

>>> Download/listen OVERCHARGE demo via Bandcamp! 
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Overcharge: musica per tutte le età.

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CORPSE (Powerviolence, Milano) – Nessuna Governabilità (e.p. 2013)
[Puj] Inizialmente non avevo capito la poderosa maestà dei Cadavere, giovane quartetto di punk milanesi dedito ad una musica che se proprio volessimo incasellarla da qualche parte, la incaselleremmo sotto la etichetta un po’ così del power-violence. Ascoltando con attenzione il loro demo, sono diventati la mia band-che-suona-male preferita. Di sicuro dello stile powerviolence hanno la fretta di finire (la durata media dei pezzi si aggira intorno al minuto), i testi impressionisti e la copertina del disco scelta col culo. I riff sono insensati al punto giusto, la registrazione satura e merdosa, ma quel che fa la differenza qui sono i testi, che sono incisivi e puzzano di anni ’70. Fra, il cantante, mi ha detto che nel periodo in cui li ha scritti  stava leggendo alcuni grandi saggi di Emilio Quadrelli, come “Andare ai Resti” e “Gabbie metropolitane”, che anch’io ho letto, anzi divorato, perché bellissimi racconti, ricchi di testimonianze dirette, delle “lotte segrete” degli anni ’70, quelle senza falce e martello, combattute dagli anarchici, dai banditi e dagli emarginati in genere, che la storia ufficiale dell’antagonismo quasi sempre dimentica. 
Il riferimento a quegli anni non ha per i Corpse ovviamente niente di archeologico, anzi è giustamente sentimentale e allusivo, determinato da un’urgenza del tutto attuale, dall’istintiva ricerca di una conflittualità sociale più lucida e sfrontata di quella che si respira oggi. 
L’ultimo pezzo é risolutore: “Sta nel prendersi la merce, sta nel prendersi la mano” è una cover (molto libera, quasi soltanto una citazione) di una canzone, forse la più bella, del cantautore milanese Gianfranco Manfredi, intitolata “Ma chi ha detto che non c’è”. La reinterpretazione pedestre dei Corpse é talmente sincera da far venire le lacrime agli occhi. Lunga vita ai Corpse, quindi! I quali, ovviamente, si scioglieranno dopodomani e nessuno sentirà mai più parlare di loro… A parte gli scherzi (quali scherzi?), ci vorrebbero più gruppi in giro come questo: umili, intelligenti, romantici!

>>> Listen/download the CORPSE e.p. “Nessuna governabilità” via bandcamp! 

Ecco i Corpse in tutto il loro (contenuto) splendore…

1 Comment on NIHILIST WAVES | DOMS | MOTRON | OVERCHARGE | CORPSE

  1. LifeSuspended
    Replied on 13/10/2014 at 15:40

    Ahahahahahhaha! Nella prima foto c'è Sarta mascherato da Gino! Lo riconosco! Ciao Sartawaves!

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